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Potenza e Matera tra le città ‘più vecchie’ in Europa

I due capoluoghi lucani rientrano tra le 58 città italiane con una percentuale di popolazione over 65 al di sopra della media Ue (33%)

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I due capoluoghi lucani rientrano tra le 58 città italiane (non solo capoluoghi) con una percentuale di popolazione over 65 al di sopra della media Ue (33%): Potenza è al 36,9% e Matera al 36%. Questi dati diffusi oggi da Eurostat che, in occasione della Giornata mondiale delle città ha stilato la classifica della diversità demografica nelle città europee, consentendo anche di rilevare quelle più “anziane”, sono la fotografia del fenomeno demografico che ci riguarda più da vicino a conferma che in Italia e ancor più in Basilicata si va accentuando l’invecchiamento progressivo della popolazione.  A sottolinearlo è il segretario regionale della Uil Pensionati  Vincenzo Tortorelli.

Si rafforza perciò – aggiunge – la nostra iniziativa sull’invecchiamento attivo a partire dall’attuazione della legge regionale specifica approvata allo scadere della precedente legislatura e in buona parte ferma al palo e che di recente con i colleghi di Spi-Cgil e Fp-Cisl abbiamo sollecitato all’Assessore Leone. La legge valorizza le esperienze formative, cognitive, professionali e umane maturate dalla persona anziana nel corso della vita, promuove e valorizza l’invecchiamento attivo sostenendo politiche integrate a favore degli anziani e contrasta i fenomeni di esclusione e di discriminazione promuovendo azioni che garantiscano un invecchiamento sano e dignitoso e rimuovano gli ostacoli a una piena inclusione sociale. L’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere è fondamentale in una regione in cui l’invecchiamento e lo spopolamento sono in continuo aumento.

Purtroppo – continua il segretario della Uilp -l’aumento della durata della vita non coincide necessariamente con una buona qualità della vita. L’invecchiamento in sé, tuttavia, non è direttamente associato a un aumento delle disabilità e a un aumento della spesa sanitaria. Se tutte le persone invecchiassero in buona salute, l’aumento della spesa sanitaria e sociale potrebbe essere fortemente contenuto. Per questo è fondamentale, soprattutto per il benessere delle persone anziane di oggi e di domani ma anche per una razionalizzazione della spesa pubblica, investire in politiche per ’invecchiamento attivo. La buona longevità si costruisce lungo tutto l’arco della vita. Di qui le azioni messe in campo dalla Uilp in tema di educazione-prevenzione-programmazione.

Per la Uilp resta comunque centrale la valorizzazione della medicina del territorio, dell’assistenza domiciliare e di tutte le soluzioni che possono consentire al maggior numero di persone che lo desiderano di invecchiare nella propria abitazione e/o nel proprio contesto, anche sviluppando forme innovative di abitare sociale. Dobbiamo, in definitiva, edificare un nuovo modello dove il pubblico non arretri sulla tutela dei diritti fondamentali, a partire dal diritto alla salute (a maggior ragione ora che, con la modifica del Titolo V della Costituzione la competenza delle politiche sociali è assegnata in esclusiva allo Stato) e ad esso si integrino elementi di comunità, solidarietà, integrazione, in cui anche il mondo del non profit qualificato può svolgere un ruolo rilevante.

A nostro giudizio il buon valore della longevità anche nella nostra regione è una risorsa non da poco. L’invecchiamento della popolazione delinea un nuovo assetto sociale con un ruolo di protagonismo degli anziani: una autentica rivoluzione culturale. Ecco l’idea-progetto lanciata dal nostro congresso: promuovere  una ‘silver economy’ che non è  solo servizi sanitari e sociali. E’ proprio un mercato nuovo che passa per l’ edilizia (ristrutturazioni abitazioni), la tecnologia ( teleassistenza), l’area benessere, il turismo, la cultura, la sicurezza. La longevità per noi deve diventare elemento di sviluppo economico e di creazione di ricchezza sociale”.

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