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Sanità. Figli di un Dio minore. Licenziati senza pietà

"Per noi 43 (di cui 4 infermieri e 39 Operatori socio sanitari), il cui rapporto di lavoro con l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza supera i 36 mesi, non è stato fatto nulla"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dei 43 lavoratori precari dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, che alla luce delle dichiarazioni pubblicate sulla stampa odierna-sulla risoluzione della vertenza per i licenziamenti nel nosocomio potentino- precisano che tale risoluzione non riguarda tutti i precari essendo loro stessi tra quelli che entro il 30 novembre andranno comunque a casa. A questi 43 vanno aggiunte tre ostetriche, che saranno licenziate entro la fine di novembre e l’inizio di dicembre. 

Non siamo figli di un Dio minore. Ieri dalla Regione sono stati trovati dei fondi per evitare il licenziamento dei precari del San Carlo, ma non tutti i precari evidentemente ‘sono uguali’. Perché per noi 43 (di cui 4 infermieri e 39 Operatori socio sanitari), il cui rapporto di lavoro con l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza supera i 36 mesi, non è stato fatto nulla.

Per noi non è prevista nessuna proroga e non sono state ritirate le lettere di licenziamento. Praticamente dal primo dicembre prossimo siamo senza lavoro. Rivendichiamo gli stessi diritti e chiediamo che anche per noi vengano fatti tutti gli sforzi al fine di arrivare a una soluzione.

Non è giusto che per noi che abbiamo lavorato per più di 36 mesi consecutivi al San Carlo ci sia il licenziamento in tronco. Fatto ancora più grave in quanto tra i licenziati c’è anche una donna in stato di maternità post parto.

Si tratta di una discriminazione ingiusta e lesiva dei diritti di ciascuno come abbiamo testimoniato già stamattina al Capo di Gabinetto della Prefettura di Potenza. Non accettiamo questo stato di cose. Annunciamo che metteremo in campo tutte le azioni possibili per tutelare i nostri diritti da lavoratori e da cittadini. Chiediamo attenzione alle istituzioni affinchè si trovi una soluzione immediata“.

In rappresentanza dei 43 lavoratori: Maria Giovanna Palladino, Angela Falivena, Teresa Violante Mancuso, Pasquale Vaglio, Lucia Russo, Adriana Cillis, Salvatore SabiaVincenzo Pace.