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Taglio parlamentari, Trerotola: “Consiglio regionale promuova referendum”

"Furia demolitrice si abbatte su territori fragili come la Basilicata"

La riduzione del numero dei parlamentari, così come prevista, non raggiunge quelle attese di riduzione della spesa pubblica, rappresentando un insignificante risparmio nel bilancio complessivo dello Stato.

La legge approvata dal Parlamento, peraltro, determina l’effetto negativo di un taglio drastico alla rappresentanza parlamentare, privando progressivamente i cittadini di importanti livelli istituzionali più vicini ai propri territori e della possibilità di scegliere direttamente da chi farsi rappresentare negli ambiti elettivi.

Una siffatta normativa, se entrasse in vigore, non costituirebbe un taglio alla spesa ma un taglio alla rappresentanza e alla democrazia.

Agli abusi ed agli sprechi di un sistema politico incapace di autoriformarsi con efficacia ed alle malversazioni di singoli esponenti politico-istituzionali si è sinora fornita una risposta demagogica che, nel rincorrere la dilagante canea qualunquistica, ha intaccato il rapporto diretto che ci dovrebbe essere tra elettori ed eletti, penalizzando le realtà territoriali più piccole.

Questa furia demolitrice si è inizialmente riversata sugli Enti Locali intermedi, a partire dalle Comunità Montane, soppresse senza tenere conto delle peculiarità e delle situazioni di oggettivo disagio e svantaggio dei territori montani, come gran parte della Basilicata, che necessitano di organismi istituzionali che riducono i disagi legati al territorio.

Si è proseguito eliminando la possibilità per i cittadini di scegliere democraticamente e direttamente gli amministratori delle Province.

Il taglio del numero dei parlamentari potrebbe avere un senso compiuto se inserito in un contesto riformatore più ampio che dia al Paese nuovi assetti istituzionali in termini di efficienza e nuovi modelli rappresentativi.

Diversamente si completa l’opera dei moralizzatori a buon mercato che considerano la democrazia un mero costo ed intendono continuare ad accentrare nelle mani delle oligarchie di partito la nomina di deputati e sanatori, in continuità con le scellerate leggi elettorali varate nell’ultimo quindicennio, i famigerati “Porcellum” e “Rosatellum”, che, cancellando i collegi uninominali e non prevedendo le preferenze, hanno sottratto ai cittadini qualsiasi possibilità di scegliere da chi farsi rappresentare in Parlamento.

Si tratta, dunque, di un vero e proprio taglio alla democrazia, che produrrà effetti negativi nei territori più fragili, come la Basilicata, che si vedrà dimezzato il numero dei parlamentari e, quindi, la possibilità di incidere maggiormente nelle dinamiche politiche nazionali.

Perciò dichiaro sin da ora il mio convinto sostegno a qualsiasi iniziativa tesa a contrastare questo penalizzante disegno, che determinerà danni irreparabili alla democrazia italiana sul piano istituzionale, ivi compresa la possibilità che il Consiglio Regionale della Basilicata si avvalga della facoltà di promuovere l’apposito Referendum confermativo.

Carlo Trerotola, consigliere regionale Prospettive Lucane