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Venosa merita di più: non deleghiamo ad altri la lotta politica

L'appello del Gruppo politico in seguito all'inchiesta della Procura di Potenza che ha sconvolto la città oraziana con 50 indagati e 17 misure cautelari

Nei giorni scorsi Venosa è stata teatro di una grande iniziativa giudiziaria che ha lasciato sgomenta e incredula la maggior parte della popolazione: decine di perquisizioni e sequestri presso abitazioni e studi professionali di tecnici locali e di amministratori del PD, che hanno retto il comune di Venosa sino alla primavera scorsa, con 50 persone coinvolte tra arresti domiciliari, divieti di dimora, obbligo di firma e indagati a piede libero. Un vero e proprio terremoto in una piccola comunità come quella venosina.

Si è saputo in seguito che l’indagine, condotta dai carabinieri di Venosa e dalla Procura di Potenza, è partita oltre un anno e mezzo fa, dopo l’arresto di un funzionario dell’ex Genio Civile di Melfi, ed ha seguito sostanzialmente due filoni: quello dei tecnici in qualche modo coinvolti in “pratiche corruttive” e quello della gestione amministrativa del Comune di Venosa attraverso gare “pilotate”. Questo secondo filone a noi sembra più grave ed allarmante, perché non riguarda singole persone che, “per un piatto di lenticchie”, sarebbero venute meno ai loro doveri di imparzialità e fedeltà esclusiva all’amministrazione di appartenenza, ma riguarda tutti noi, in quanto cittadini che vivono la vita politica di Venosa e, a vario titolo ed in vario modo, ne sono coinvolti. Di questo secondo filone vogliamo pertanto occuparci.

Attraverso indagini lunghe, complesse, e probabilmente anche costose per il tempo, gli uomini ed i mezzi impiegati, i giudici della Procura di Potenza si sono convinti che a Venosa esista una vera e propria associazione a delinquere con a capo Castelgrande, ex sindaco di Venosa ed ex assessore regionale del PD. Altri giudici non hanno condiviso questa conclusione, ma la Procura intende fare ricorso per vedere riconoscere per intero il proprio impianto accusatorio. La Procura, nella sua conferenza stampa, ha anche chiesto a tutti i cittadini di fare la loro parte e di collaborare con la giustizia, denunziando quanto a loro conoscenza.

Facciamo nostro questo appello, come ha già fatto l’associazione politica Venosa pensa, e però chiediamo ai cittadini di farlo in modo responsabile e trasparente, senza ricorrere alla pratica incivile dell’anonimato, dietro la quale si nasconde spesso il ricatto e la calunnia. A questo appello tuttavia ne aggiungiamo un altro: le associazioni politiche, i partiti ed i movimenti politici organizzati facciano la loro parte denunziando, essi per primi, le cose che non vanno, le colpe e gli errori di chi amministra o ha amministrato. Non deleghiamo ad altri la lotta politica, che è il sale della democrazia.

Pochi mesi fa si sono tenute le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale ed il PD è stato sonoramente sconfitto. Tuttavia nel corso della campagna elettorale, nessuna delle liste in competizione ha parlato e denunziato le questioni sulle quali si basa l’accusa dell’esistenza, a Venosa, di una associazione a delinquere facente capo al massimo esponente del PD locale. Anche noi abbiamo espresso un giudizio negativo sull’operato della passata amministrazione comunale, ritenendola incapace ed animata da finalità prevalentemente clientelari e contribuendo così alla sua sconfitta, ma nel suo operato non abbiamo riscontrato gli estremi per la denunzia penale, né abbiamo avuto il sentore di essere dominati da un’associazione a delinquere.

Le altre associazioni e forze politiche locali avevano ed hanno elementi per pensarla diversamente? Si facciano avanti. Se non l’hanno fatto ieri lo facciano oggi, prima ancora dei singoli cittadini, che magari non si espongono per paura di ritorsioni. La lotta politica va fatta in modo trasparente e responsabile, senza ricorrere alla strumentalizzazione dell’iniziativa giudiziaria che seguirà il suo corso ed avrà le sue conclusioni in tempi che, purtroppo, si prevedono piuttosto lunghi.

Le vicende di rilievo politico-amministrativo venute alla ribalta nell’inchiesta giudiziaria sono a tutti note: a) il parco degli animali imbalsamati e la progettata concessione dei 4 ettari del Boschetto San Felice alla Gerit; b) l’autorizzazione alla costruzione del nuovo Centro Commerciale; c) l’affidamento della gestione del Campo sportivo; d) l’assegnazione dei lotti per l’edilizia convenzionata; e) la gara per l’assegnazione dei micro-lotti nella zona artigianale. Va aggiunta per la sua rilevanza, anche se non rientrante nell’inchiesta giudiziaria, l’autorizzazione alla costruzione della centrale per la produzione di biometano.

Su tutti questi punti chiediamo alle associazioni, ai movimenti e alle forze politiche locali di documentarsi e di esprimere le proprie valutazioni. In particolare lo chiediamo all’Amministrazione Comunale, che non può rimanere in silenzio ma che, dopo una tempestiva ed accurata indagine amministrativa, deve far conoscere il suo giudizio su quanto accaduto e le sue decisioni sulle delibere e gli atti amministrativi connessi alle vicende sopra riportate.

Da parte nostra ci impegneremo nei prossimi giorni ad approfondire quanto emerso dall’indagine giudiziaria che ha sconvolto Venosa, per promuovere successivamente incontri pubblici con i cittadini e le forze sociali e politiche sinceramente interessate alla ricerca della verità e della legalità. Vorremmo evitare che tutto si risolva in una bolla di sapone, vorremmo la punizione, anche severa, di chi ha sbagliato, ma anche la riabilitazione di chi, invece, è stato esposto ingiustamente alla gogna pubblica prima ancora di una sentenza definitiva.

Per questo nostro impegno, sin da ora, chiediamo la disponibilità dei locali della Casa del Popolo ai dirigenti della sezione del PD di Venosa, che ne detengono il possesso, ed invitiamo i cittadini tutti a voler partecipare agli incontri, che saranno organizzati ed opportunamente pubblicizzati, sui singoli punti.                                                                                              

il gruppo politico di Venosa merita di più