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Ben-Essere! Può esistere in questo periodo di crisi?

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 In questo periodo storico più che di Ben-Essere ci si accontenterebbe anche solo di Essere, Esistere. Ci si dimena, ad esempio, tra la possibilità di continuare a conservare un posto di lavoro e quella di andare a far parte dei “dannati disoccupati” in qualche girone nell’Inferno dantesco. Non ho la pretesa, come alcuni politici, di risolvere la crisi o di dare risposte e rimedi per uscirne. Esporrò quello che è il mio vissuto in questo particolare momento e quella che ritengo possa essere una via verso l’esplorazione che ognuno di noi ha del concetto di ben-essere.


 Il benessere(da ben – essere = “stare bene” o “esistere bene”) è uno stato che coinvolge tutti gli aspetti del vivere umano. Il significato antico che faceva coincidere il benessere con la salute (per lo più fisica) riconducibile soprattutto ad una condizione di assenza di patologie, ha assunto nel tempo un’accezione più ampia, arrivando a coinvolgere tutti gli aspetti dell’essere (fisico, mentale e sociale). L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha poi incluso il benessere psicologico nel concetto di salute: quello stato nel quale l’individuo può utilizzare le sue capacità cognitive o emozionali per rispondere alle esigenze della vita di ogni giorno e che consente di raggiungere e mantenere il potenziale personale nella società. Sì, proprio quella stessa società che oggi impedisce il raggiungimento di tale potenziale, garantendo solo l’assenza di prospettive di crescita per i giovani.


 Una delle domande che spesso ci si pone nel pensare al benessere è: “Come faccio a sapere se sto davvero bene?”. In genere la risposta è data prendendo in considerazione un solo parametro: l’assenza di  dolore. Valutando, però, lo stato emotivo, entriamo in un’altra concezione dello star bene. Partendo da un “sentire” del tutto soggettivo posso affermare che il mio particolare ben-essere, in alcuni momenti della vita, riguarda la soddisfazione di bisogni molto semplici: ad esempio fare jogging in mezzo al verde con la mia musica preferita, in compagnia di me e solo di me stesso e poter lasciare correre la fantasia libera da vincoli reali; contemporaneamente consapevole delle mie situazioni problematiche, ma anche di possedere le risorse per attivarmi e risolverle …..se solo voglio! Per comprendere il significato di ben-essere, quindi, non è necessario utilizzare griglie e scale, ma è fondamentale predisporsi  all’ascolto di sé!


 Mi viene in mente Benigni quando, nel suo film “La tigre e la neve” recita: “La poesia cos’è? Non chiedermelo più, guardati allo specchio, la poesia sei tu! La poesia non è fuori, è dentro”. E così ritengo anche il ben-essere. Infine comprendo che tutte le migliori teorie necessitano di una prova e il banco di questa prova è proprio la vita. Condurre un’esistenza che ci faccia sentire pienamente noi stessi è il desiderio di tutti. Citando una frase tratta da facebook: “Vita è realizzare i propri sogni…felicità è sapere che ti rimane ancora molto tempo per poterlo fare”.

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