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Ferrandina, il sindaco chiarisca posizione del suo vice

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Il poliedrico artista Andy Warhol diceva che nel futuro ognuno avrebbe avuto il suo quarto d’ora di notorietà, ma i riflettori sul vice sindaco di Ferrandina, Pietro Mazziotta, sono accesi ormai da una decina di giorni. Tra le tante cose, è uscita allo scoperto una nomina del vice sindaco Mazziotta nella segreteria particolare dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Basilicata. Il presidente Pittella ha tempestivamente dichiarato che si è trattato di un errore, ma sarà stato davvero un errore? Com’è possibile che una persona si ritrovi per sbaglio a ricoprire un incarico per conto della Regione? Noi del Partito Comunista dei Lavoratori non crediamo che l’errore sia dovuto a un caso di somiglianza del nome, ad esempio col signor Piero Mazzetta. A qualche operaio, studente, casalinga, esodato, pensionato, cassintegrato o disoccupato è mai capitato di essere nominato/a per sbaglio a ricoprire funzioni pubbliche? Per quanto riguarda noi, personalmente, questo errore non si è mai verificato.

Il sindaco di Ferrandina, Saverio D’Amelio, vecchia volpe della politica, democristiano in ogni gesto, parola, modo e pensiero, subito ha colto la palla al balzo per difendere il suo vice sindaco Mazziotta, incentrando la propria dichiarazione interamente su questo “errore”. Noi del Partito Comunista dei Lavoratori, però, non ci fermiamo in superficie, ci sono altre cose da approfondire. Ad esempio, il sindaco D’Amelio non ha speso una sola parola in merito al colossale conflitto d’interessi che orbita intorno a Mazziotta, non avendo spiegato, quindi: I rapporti della Hydrolab srl (la società di analisi ambientali riconducibile a Mazziotta) con Eni e Fenice-Edf e cosa potrebbe accadere con la vicinanza tra un amministratore e queste società che notoriamente producono forte inquinamento traendo grossi profitti; I rapporti tra la Hydrolab, e quindi Mazziotta, e Giovanni Castellano, recentemente iscritto nel registro degli indagati con l’accusa smaltimento irregolare di rifiuti nell’ambito delle ecomafie in Basilicata; Il ruolo del vice sindaco Mazziotta riguardo all’inchiesta del 2011 sullo scandalo dei dati nascosti sull’inquinamento del termovalorizzatore Fenice; Le irregolarità riscontrate dai Carabinieri in merito a valori fuori norma, mai comunicati alle autorità competenti, registrati dalla Hydrolab di Mazziotta (addetta alle analisi) sulla discarica comunale di Potenza (gestita da Castellano), al centro delle indagini dell’Antimafia di Basilicata; La posizione di Castellano all’interno della Hydrolab, giacché Castellano possiede il 40% del capitale della Hydrolab attraverso la sua Fincast srl; La posizione di Mazziotta che, anche se non risulta iscritto in nessun registro degli indagati, di contro risulta il progettatore degli ampliamenti di discariche come quella di Salandra o come quella – per rifiuti pericolosi – di Leonessa di Melfi, entrambe gestite dal suo socio Castellano (sempre quel Castellano dei punti precedenti); La partecipazione al 25% di Mazziotta sella Survey srl, società collegata alla costruzione dell’oleodotto dal centro oli di Viggiano alle raffinerie di Taranto e società che agisce anche nell’ambito delle discariche. Survey srl che, tra l’altro, lavora a braccetto delle compagnie petrolifere che agiscono all’interno dei confini della Basilicata e che, fra i suoi soci, annovera altri esponenti della politica regionale; Il ruolo della Mareco srl, altra società in cui è presente il vice sindaco Mazziotta e altra società che si occupa di trattamento e smaltimento di rifiuti pericolosi; Il sindaco D’Amelio farebbe bene a chiarire soprattutto questi punti e, qualora non ne fosse in grado, anziché esprimere “solidarietà e fiducia” a Mazziotta, farebbe ancora meglio a farsi da parte assieme a tutta la sua Giunta. Anche il locale Partito Democratico appare sconvolto da questa vicenda. Di cosa si stupiscono? Solo adesso scoprono il legame tra Mazziotta e Pittella? Eppure Mazziotta ha sostenuto Pittella (per le elezioni Regionali dello scorso novembre) tanto quanto il piddino Carmine Lisanti. Oppure il malcontento è dovuto non solo alla mancata elezione di Lisanti in Consiglio, ma anche perché avrebbero voluto che quel posto fosse stato assegnato all’interno del PD? Ai posteri l’ardua sentenza, restano sempre da chiarire i sopra citati conflitti d’interessi e quali conseguenze possono derivare da questo oscuro gioco di affari, società, appalti e amministratori pubblici che, in questo caso, trovano al centro il vice sindaco di Ferrandina, Pietro Mazziotta. Come Partito Comunista dei Lavoratori chiediamo chiarimenti immediati su tutta questa faccenda. 

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI SEZIONE DI MATERA CELLULA DI FERRANDINA

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