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All’emergenza la Regione risponde con le solite soluzioni d’emergenza foto

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“Nelle prossime settimane sarà approntato un Piano di utilizzo delle discariche regionali disponibili che, a partire dal primo dicembre prossimo, garantirà l’avvio del processo di normalizzare della questione rifiuti” . E’ quanto annunciato dall’assessore all’Ambiente, Agatino Mancusi, al termine di un incontro con i sindaci del bacino centro e con l’assessore all’Ambiente della Provincia di Potenza – Massimo Macchia. Durante la riunione sono state affrontate le problematiche relative alla gestione dei rifiuti a Potenza città e nel bacino centrale della regione. Ma cosa significa discariche regionali disponibili? La genericità della dichiarazioni lascia adito a diverse interpretazioni. Discariche disponibili potrebbero essere quelle della provincia di Matera ( Salandra, Tricarico e la stessa Matera) o anche quelle, al momento chiuse, della provincia di Potenza? E Pallareta? Che fine ha fatto il piano di caratterizzazione a cui il Comune capoluogo era stato obbligato? Potrebbe riaprire anche Pallareta? Insomma ancora una volta la gestione dei rifiuti rimane avvolta, per volere ed interesse, in un alone di mistero.

Quel che è certo è che Mancusi ha annunciato che per il momento, e cioè nel frattempo che si riaprono le discariche, si allarga il sito di trasferenza di Tito dove vengono conferiti i rifiuti del bacino centro. Poi il resto si vedrà.. Insomma è la solita storia del tiriamo a campare. Oltre che dei proclami. Infatti l’assessore Mancusi, in vista della scadenza del prossimo 30 novembre dell’ordinanza del presidente De Filippo sul flusso dei rifiuti in regione, l’assessore Mancusi ha confermato “il massimo impegno della Regione, soprattutto per rafforzare, entro fine anno, la raccolta differenziata.

Ad ogni modo se pure in un mese si riuscisse a rendere disponibili le discariche chiuse l’emergenza rimane. Prima o poi le discariche, si esauriscono, oltre al fatto che inquinano. Si continua in tal modo ad ignorare il Piano di gestione dei rifiuti, approvato nel 2002 ma mai attuato a discapito della salute e della tasca dei cittadini.

Dal canto loro i sindaci chiedono una programmazione immediata.

 

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