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Avvocato ucciso: confermato l’ergastolo

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L’uomo condannato per l’omicidio commesso per una parcella ritenuta troppo alta. Confermata la condanna stabilita già in primo grado


Dopo cinque ore di camera di consiglio la Corte di Assise d’appello di Potenza ha confermato la pena dell’ergastolo per Vincenzo Ruberto, il 53enne di Melfi, accusato di complicità con il figlio Michele, nell’omicidio dell’avvocato Francesco Lanera, assassinato nel suo studio, a Melfi, il 10 aprile 2003.


I giudici hanno quindi confermato la sentenza emessa in primo grado nel gennaio del 2011. Confermato anche l’isolamento diurno per un anno e l’interdizione dai pubblici uffici. Vincenzo Ruberto presente in aula ha reso dichiarazioni spontanee, dichiarandosi estraneo alla vicenda. Suo figlio Michele, di 29 anni, è stato invece condannato dal gup di Melfi, nel dicembre 2009, a una pena di 18 anni e sei mesi di reclusione, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato. 


L’avvocato Lanera fu ucciso con alcuni colpi di pistola nel suo studio. L’omicidio fu deciso dai due – arrestati il 9 gennaio 2009 – per una parcella ritenuta troppo alta.

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