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Valori bollati falsi, cinque arresti

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Le indagini hanno preso il via nel 2009 quando ad un dipendente della Camera di Commercio di Potenza furono sequestrati alcune marche da bollo fasulleSequestro da un milione di euro. La Guardia di Finanza ha scoperto una banda di falsificatori di valori bollati – che a Potenza aveva ideato un nuovo metodo per la produzione dei tagliandi attraverso la clonazione delle «bande olografiche. La banda distribuiva i falsi valori bollati anche in Campania. Le Fiamme Gialle hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, e sequestrato cinquemila contrassegni, due rivendite e immobili per un valore complessivo di un milione di euro.


Due anni di indagini. Le indagini sono cominciate a dicembre del 2009, con il sequestro di alcuni valori bollati clonati in possesso di un dipendente della Camera di Commercio di Potenza: i militari, in questo modo, hanno potuto ricostruire un traffico illecito di contrassegni, contraffatti o clonati, utilizzati per documenti depositati negli archivi di enti e uffici pubblici.


Un nuovo metodo per falsificare. La banda aveva ideato un nuovo metodo di contraffazione: non usava più la tecnica della «lavatura» dei tagliandi con normali prodotti detergenti (per eliminarne il valore originale e inserire una cifra più alta), ma clonavano il contrassegno e i codici identificativi, e la stampa delle bande olografiche normalmente presenti sui valori bollati. In questo modo in caso di verifica sull’archivio telematico dell’Agenzia delle Entrate, codice e valore del titolo sarebbero stati perfettamente identici. Secondo gli investigatori il traffico fruttava annualmente agli indagati circa 40 mila euro. I militari del comando provinciale di Potenza hanno eseguito le cinque ordinanze (a cui si aggiunge un provvedimento di interdizione) emesse dal gip di Potenza, su richiesta dei pm Eliana Franco e Annafranca Ventricelli.

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