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La Regione faccia chiarezza

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Le associazioni hanno diritto di chiedere e di dubitare, sta alla Regione chiarire, senza dimenticare che in democrazia non è necessario insultare per esporre i diversi punti di vista. La Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e l’associazione “Ambiente e Legalità” di Ferrandina, preferirebbero “sbagliare” ogni loro intervento, pur di vedere l’ente amministrativo e politico inseguire una corretta politica di tutela del territorio e di economia energetica, a vantaggio dei residenti e non delle multinazionali private.


Premesso questo – la Ola e Ambiente e Legalità – vorrebbero capire come fa la Regione a scindere le valutazioni tecniche di suoi funzionari dalle volontà politiche istituzionali, più o meno chiare. Perché questo emerge dai fatti contestati in merito all’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) concessa dal Ministero dell’Ambiente alla centrale a turbo gas da 400 MW della Basento Energia srl, del Gruppo Foster Wheeler Italiana spa, da realizzarsi 
nel territorio di Salandra, proprio grazie ad un cambio di vedute dell’ente governativo lucano. Cambio di vedute – si precisa, per fugare ogni dubbio ed indotto stato confusionale – rispetto alla Deliberazione n.1709 del 12 ottobre 2010, pubblicata sul Bur Basilicata n.45 dell’1 novembre 2010, dove la Giunta regionale aveva precedentemente espresso parere negativo per la realizzazione della suddetta centrale termoelettrica a ciclo combinato, alimentata a gas 
naturale, esprimendo anche parere VIA negativo.


Per la Regione, o meglio per il suo Dipartimento Ambiente, pare proprio che “la mano destra non conosca cosa fa la mano sinistra”. 
Pertanto, si spieghi – prima di ogni questione di lana caprina e bizantinismo sull’iter dei permessi di esercizio diversi da quelli di costruzione- il motivo per il quale, in sede di espressione del parere della Commissione IPPC, il rappresentante degli Uffici regionali ha dimenticato di ribadire il contenuto della nota 
Deliberazione di Giunta del 12 ottobre 2010, circa una serie di gravi inadempienze, anche dal punto di vista tecnico del sopraccitato progetto. Proprio in merito a questi aspetti critici, la Ola e Ambiente e Legalità evidenziano l’assenza del piano di qualità dell’aria, l’assenza degli scarichi per i reflui semi-oleosi, il possibile effetto domino per l’elevata concentrazione di attività impattanti nell’area della centrale di Salandra (in arrivo, tra l’altro, a poche centinaia di metri una centrale di stoccaggio della Geogastock spa che comprime gas ed un’altra da 10 MW che brucerà gas acido, altamente inquinante) e i test di valutazione sulle emissioni inadeguati rispetto alla realtà del territorio.


Infine, ricordando che la Basilicata ha necessità di meno di 400 MW per il suo fabbisogno energetico – mentre il Piear (Piano energetico ambientale regionale), voluto dal governatore Vito De Filippo, prevede entro il 2020 migliaia di megawatts di energia da produrre con una deregolamentazione che porta benefici solo per pochi industrali – chiediamo al Dipartimento ambiente ed al presidente della Giunta di dimostrare nei fatti la loro contrarietà all’AIA del Ministero dell’Ambiente espressa nei giorni scorsi, proponendo le loro osservazioni motivate entro i 60 giorni previsti per legge e ricorrendo, successivamente, in tutte le sedi giurisdizionali, anche se risulta oggettivamente difficile che la Regione possa far valere quanto dichiarato, a parole, anche nel comunicato in risposte alle nostre posizioni, considerato che un proprio funzionario – come già enunciato – ha espresso parere tecnico positivo e per l’assenza nel Decreto AIA della richiamata Delibera n.1709 del 12 ottobre 2010 ed del contenuto richiamato.


La Ola e Ambiente e Legalità, nell’interesse dei cittadini e del territorio, annunciano in proposito che presenteranno le proprie 
osservazioni all’AIA rilasciata dal Ministero dell’Ambiente.
 

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