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La Total pensa di intimidirmi minacciando azioni legali foto

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Non ci sta Rocco Toce, ex-imprenditore agricolo di Corleto Perticara, ad essere accusato di estorsione dalla Total. Dopo la recente nota diffusa dalla Total per rispondere ai dati ambientali divulgati dalla professoressa Albina Colella sulle acque prelevate a ridosso del pozzo Tempa Rossa 1, Toce replica inviandoci nuove fotografie che testimoniano quanto sta accadendo tra Gorgoglione e Corleto Perticara, area interessata dai cantieri della multinazionale del petrolio.

“Sono allibito dai toni usati dalla Total nel suo ultimo comunicato stampa relativo ai dati ambientali divulgati dalla geologa Albina Colella e da Giorgio Santoriello. Esordisce così l’ormai ex imprenditore agricolo che per la Total sarebbe un estorsore. “Nonostante Giuseppe Muscio, dirigente Total, sia stato invitato alla conferenza stampa, nonostante la richiesta ripetuta di confronto sempre rimandata dalla Total stessa, nonostante le analisi siano state effettuate da un laboratorio accreditato ed il tutto segnalato al Corpo Forestale dello Stato, replicano senza pubblicare né le loro analisi, né citare i nomi dei loro tecnici, né firmando ciò che dicono. Perché Total non ha mai pubblicamente prelevato in contradditorio con Arpab e con le associazioni in presenza della stampa? 

“La Total sta mostrando tutta la sua impreparazione mediatica e politica”. Pensavano- aggiunge Toce- che a Corleto Perticara mai nessuno avrebbe messo loro il bastone tra le ruote ed oggi si nascondono dietro intimidatorie denunce di estorsione, per altro a me mai pervenute. Hanno portato mia figlia di fronte agli assistenti sociali per il solo fatto di aver espresso pubblicamente il suo dissenso partecipando ad una manifestazione non autorizzata: convocata dal Tribunale per i minorenni di Potenza per chiederle se a casa la vita familiare procedesse in serenità. Usano le azioni legali per zittirti: metodi da mafia dei colletti bianchi. Il comunicato stampa della Total mi incita più di prima a continuare nella mia protesta da cittadino e da padre di famiglia chiedo loro per l’ennesima volta un pubblico confronto affinchè i loro esperti si possano confrontare con i liberi cittadini e con studiosi come la Prof.ssa Colella. Smettano di nascondersi e vengano a spiegare, provandolo, cosa sta realmente succedendo al territorio. Per quale motivo non hanno mai prima d’ora invitato i cittadini e la stampa ai loro campionamenti e lo fanno solo dopo la pubblicazione delle nostre analisi? Perché non ci consegnano i loro campioni per un doveroso contradditorio? Arpab è pagata per defilarsi? Gli stiamo dando fastidio-mastica amaro- e loro pensano di poter dare un prezzo a tutto e tutti, e quando ti ribelli ti disegnano come un criminale.

“La Total, con la ‘connivenza’ del comune, ignora la sicurezza stradale”. Alle parole Rocco Toce ‘allega’ le foto di quanto sta accandendo sul suo territorio. “Le fotografie allegate provano che il traffico pesante, per effetto delle ordinanze comunali, viene spostato su sentieri sempre più impervi ed insicuri, non idonei a tali mezzi. Paralizzano il traffico e mettono a rischio l’incolumità di ambiente e guidatori. Quello ripreso e riportato in foto- spiega- è un camion per il trasporto di rifiuti speciali della Semataf srl – immaginate cosa accadrebbe se quel camion dovesse ribaltarsi in strade strette e dissestate come quella fotografata, priva di guard-rail ed idonea segnaletica. La Total pubblichi altresì i dati di monitoraggio dell’aria raccolti dalla CSA spa di Rimini la cui attività è provata da numerose fotografie, e ci dica se la rete piezometrica ripresa nelle immagini è realmente in funzione (tra l’altro il piezometro fotografato, che dovrebbe far parte della rete di monitoraggio Total al momento dello scatto non era neanche perfettamente chiuso ma in contatto con l’atmosfera). Chiedo agli esperti della Total come possano essere attendibili i dati di piezometri parzialmente scoperti. Se nella falde vi fossero composti volatili come gli idrocarburi o simili, essi evaporerebbero falsando l’esito del rilevamento di falda nel caso di piezometri a tubo aperto. Mi definiscono estorsore per emarginarmi perché ormai la Total è priva di argomenti e la polvere nascosta sotto il tappeto è tanta, forse troppa per loro. Minacciano azioni legali, intanto i condannati fino ad ora stanno nei loro affari, vedesi il senatore Margiotta e l’ex-amministratore della multinazionale francese Lionel Levha. L’Arpab costa 13 milioni di euro all’anno per fare la silente spettatrice del massacro. Continuerò ad analizzare a spese mie e con l’aiuto di altri cittadini volenterosi e dopo anche ad Arpab chiederemo conto”.

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