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Associazioni ambientaliste, è l’ora di avanzare

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Bene, è l’ora di aprire il dibattito. In pubblico e non nelle trattorie. Un dibattito questa volta non sulla politica e sui politici, non sulla casta o sugli enti sub regionali. E neanche sull’inquinamento. Ma sulle associazioni ambientaliste. Un dibattito positivo, critico.Che prende le mosse da un riconoscimento ormai evidente dell’opinione pubblica. Grazie alle associazioni ambientaliste, la Basilicata si è svegliata. Ha capito dopo decenni di violenza e sfruttamento avvenuti nel silenzio, più o meno colpevole, delle istituzioni locali, che la salvaguardia del territorio, ambientale e sociale, è una questione vitale.

E’ cresciuta la sensibilità, è cresciuto il livello di guardia dell’opinione pubblica sui temi ambientali. Molte pentole sono state scoperchiate grazie all’impegno testardo delle associazioni e dei loro leader. Molte altre pentole sono nell’ombra, a bruciare fatti indicibili e a cuocere brutte storie ancora in corso. Tempo al tempo. Però, occorre francamente segnalare una certa frammentazione e dispersione delle forze in campo. Emergono spesso personalismi, inutili leaderismi, contrapposizioni in relazione a questioni che la gente non capisce. A volte emerge, nell’azione ambientalista lucana, una sorta di guerra per la conquista del primato. Non serve, cari amici. Non è utile neanche fare battaglie personali, aspirare ad un leaderismo da talk show, imprimere una ragione individuale, e magari strumentale, alle ragioni che possono, sono, e devono ancor di più diventare collettive. E allora si apra il dibattito.

Quella ricchezza depositata nell’esperienza e nella passione di ciascuna associazione, nell’impegno civile di ogni militante, può diventare “opulenza” al servizio della Basilicata. Ma ad una condizione fondamentale. Costruire insieme una strategia ambientalista che, accanto all’opera fondamentale, di denuncia e di vigilanza, dica e faccia qualcosa di più nel futuro. Una strategia che, accanto all’azione aggiunge la proposta. Bisogna che tutte queste sensibilità, queste esperienze, queste competenze, lavorino insieme, seppure nella differenza degli spazi. Spazi che non possono essere confini, differenza che non può essere conflitto. Qualcuno è sempre sul chi va là, come se i temi ambientali fossero di sua proprietà. Qualcuno si irrita, si sente scavalcato, perché crede di subire un’invasione di campo. L’ambiente e lo sviluppo, sono spazi ampi nei quali l’obiettivo principale deve essere la massima partecipazione dei cittadini. Il settarismo è nocivo, come i rifiuti tossici. Allo stesso modo è nocivo immaginare che le lunghe cavalcate sui temi ambientali possano portare acqua al mulino di questo o di quel partito politico, o di questo o di quel leader ambientalista aspirante politico. Morirebbe l’associazionismo, morirebbe la passione, finirebbe in discarica tutto il lavoro fatto fino ad oggi. Ormai siete in tanti, piccoli gruppi e grandi organizzazioni storiche. Con tante specificità, con mille sensibilità. Riunitevi, discutete, convocatevi, per favore. Avviate un processo storico di cui la Basilicata ha bisogno, adesso. Questo è il momento. Ve lo chiedono i cittadini. Basilicata 24, come sempre, sarà al vostro fianco, per quel che può.

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