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Maltempo: danni maggiori nel Metapontino e nella Collina materana

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Allo sciogliersi del ghiaccio nel Metapontino, il comprensorio agricolo più colpito da neve e gelo con temperatura sino a 7 gradi sotto lo zero, si contano i danni. La Cia-Confederazione Italiana Agricola Basilicata – riferisce il presidente regionale vicario Nicola Serio – è fortemente impegnata ad affrontare l’emergenza e a dare una mano ai produttori in attesa che si concretizzino gli impegni assunti dall’assessore regionale all’Agricoltura Braia con l’istituzione di una task force e l’avvio delle procedure per il riconoscimento di calamità naturale. Forse da 50-60 anni non accadeva che la neve arrivasse sino in riva al mare con una situazione che secondo una nostra prima stima – aggiunge Serio – riguarda oltre 10mila ha di colture ortive con danni anche all’80 per cento perché “bruciate” dal gelo. Abbiamo già raccolto segnalazioni di agricoltori per il mancato ritiro del prodotto da parte di commercianti all’ingrosso. Si tratta di colture ortive ed ortofrutticole pregiate ad alto reddito. Sempre in provincia di Matera nell’area della Collina-Montagna Materana le difficoltà più gravi sono per gli allevatori alle prese con la carenza di acqua, per effetto del gelo che ha paralizzato le condotte, e di fieno per le vacche da latte e con il mancato ritiro del latte prodotto. Ci sono poi numerose aziende nelle zone rurali di Tricarico, Accettura e Grassano che sono ancora isolate ed altre a rischio di sfondamento dei tetti di capannoni a causa del peso della neve. Con il freddo cala la produzione del latte di un buon 20-30% e – come accade in territorio di Bella, in provincia di Potenza – se non sarà conferito il latte entro i prossimi due giorni, purtroppo, dovrà essere completamente sprecato. Nella collina-montagna materana – sottolinea Paolo Carbone della Cia – si aggiunge un altro danno rispetto al Metapontino in quanto i titolari di aziende agricole e zootecniche non hanno stipulato polizze assicurative per il risarcimento danni da neve e gelo semplicemente perché non possono permetterselo. E’ un’antica e sempre attuale questione che ci vede sollecitare la Regione a contribuire alle spese assicurative. C’è da segnalare anche l’impercorribilità di strade interpoderali che costringono gli agricoltori a fare da soli per liberare le uniche vie di comunicazione attraverso il sistema dell’aiuto tra produttori agricoli con mezzi agricoli e trattori trasformati in spazzaneve e spargisale.

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