Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport ed eventi - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport ed eventi

Asili nido e servizi per l’infanzia: l’Istat fotografa la situazione

Più informazioni su

Asili nido e servizi per l’infanzia: l’Istat fotografa la situazione In Basilicata quasi cinque milioni di euro la spesa con una quota a carico degli utenti di oltre 1 milione di euro, il 22% del totale. L’Istat presenta per la prima volta i risultati del Censimento delle unità pubbliche e private che offrono servizi socio-educativi per la prima infanzia. L’indagine colma un rilevante vuoto informativo integrando le statistiche su questa tipologia di servizi con i dati relativi alla dotazione delle strutture sia nel settore pubblico sia nel settore privato. Nell’anno scolastico 2013/14 sono state censite sul territorio nazionale 13.459 unità che offrono servizi socio-educativi per la prima infanzia, il 35% è pubblico e il 65% privato. I posti disponibili, in tutto 360.314, coprono il 22,4% del potenziale bacino di utenza, ossia i bambini sotto i tre anni residenti in Italia. Per i servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia i Comuni hanno impegnato nel 2013 circa 1 miliardo 559 milioni di euro: il 3% in meno rispetto all’anno precedente. Pressoché invariata, fra il 2012 e il 2013, la cifra incassata dai Comuni per la compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie che è pari a circa 310 milioni di euro. Nell’arco del decennio 2003-2013, la quota a carico delle famiglie aumenta dal 17,5% al 20% della spesa comunale complessiva per gli asili nido. Le differenze territoriali nella quota di bambini presi in carico dai servizi pubblici o finanziati dal settore pubblico sono ancora forti. Al Centro-nord i posti censiti nelle strutture pubbliche e private coprono il 28,2% dei bambini sotto i 3 anni, mentre nel Mezzogiorno si hanno 11,5 posti per cento bambini residenti. Oltre il 17% dei bambini del Centro-nord è accolto in servizi comunali o finanziati dai Comuni. Nel Mezzogiorno è meno del 5%. Notevoli anche le differenze nella spesa comunale in rapporto al potenziale bacino di utenza. Confrontando i Comuni capoluogo di Provincia, la spesa più alta si ha a Trento, con 3.560 euro per bambino residente, seguono Bologna con oltre 3.400 e Roma con quasi 2.950 euro pro-capite; sul versante opposto si trovano i Comuni di Reggio Calabria (31 euro per bambino), Vibo Valentia (57 euro), Catanzaro (67 euro). “In Basilicata – dichiara Lina Bonomo, presidente regionale di Federsolidarietà-Confcooperative – l’indicatore di presa in carico degli utenti è tra i più bassi del Paese. Sono necessarie – aggiunge Bonomo – misure di sostegno alle famiglie per l’accesso agli asili nido e, ancora più urgenti, misure di sostegno per l’accessibilità dei bambini con disabilità anche relativamente alle scuole materne”.

Più informazioni su