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Fondi europei: “Serve vera concertazione con parti sociali”

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“Così com’è la concertazione con il partenariato economico e sociale sui fondi comunitari non funziona”. Il segretario regionale della Cisl, Enrico Gambardella, critica le modalità del confronto con la Regione e chiede di trasformare quello che bolla come “il vuoto rito del partenariato” in un reale processo di partecipazione e condivisione delle scelte strategiche in materia di programmazione dei fondi europei. “L’ultima riunione del 7 febbraio scorso sul PON SPAO – spiega il sindacalista – ha evidenziato ancora una volta e in maniera oserei dire clamorosa tutti i limiti di un modello di coinvolgimento delle parti sociali basati sulla registrazione della presenza e la comunicazione di atti legislativi e amministrativi già assunti dagli organi politici e tecnici della Regione. Il tutto in antitesi agli indirizzi dettati dalla stessa Unione europea che ha istituito e resa obbligatoria l’assistenza tecnica ai soggetti del partenariato economico e sociale con il fine di rendere concreto ed operativo il coinvolgimento degli stessi nelle fasi di programmazione, progettazione e attuazione degli interventi”. “È il caso, per citare l’ultimo esempio della serie, della legge regionale 4 del 2017 sul sistema di accreditamento dei servizi per il lavoro, sulla quale non si è consumata nemmeno un’ora di confronto con tutto il partenariato. Appare singolare – continua Gambardella – che la Regione non abbia sentito l’esigenza di coinvolgere i soggetti richiamati dalla legge, negando nei fatti i principi di sussidiarietà e concertazione richiamati dallo stesso legislatore. La felice intuizione dell’Unione europea di prevedere l’assistenza tecnica ai soggetti del partenariato economico e sociale si è ridotta in Basilicata, lì dove presente, ad una mera appendice dell’autorità di gestione competente, generando un’evidente conflitto di interessi e una oggettiva quanto dannosa confusione di ruoli. Ecco perché – aggiunge il segretario della Cisl – consideriamo del tutto esaurito questo modello notarile di confronto e avanziamo la necessità di riportare l’assistenza tecnica alla sua natura originale di strumento a supporto delle organizzazioni di rappresentanza del lavoro, delle imprese e del mondo professionale attraverso la costituzione di un autonomo ufficio di partenariato che sia non al solo servizio dell’autorità di gestione, estendendone al contempo la competenza anche su FESR e FEASR”. Gambardella chiede infine “la convocazione del tavolo di partenariato che non si riunisce da un anno, con la presenza del governo regionale, delle autorità di gestione PO FSE e PO FESR e dei dirigenti degli uffici regionali competenti, per conoscere quali siano i provvedimenti che la Regione Basilicata intende finanziare attraverso i fondi europei, al fine di arginare una situazione economica profondamente asfittica e che esclude dal mondo del lavoro intere categorie di persone, ma che al momento vede soltanto una lentissima e burocratica attività amministrativa. Da troppo tempo – conclude Gambardella – si registra ai rari tavoli tematici e agli incontri con le parti sociali l’assenza delle autorità di gestione dei fondi europei e dei dirigenti degli uffici, per cui non è dato di conoscere quale sia l’azione strategica e politica della Regione Basilicata, al di là delle modalità di una continua campagna elettorale sul territorio”.

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