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Manovra finanziaria 2017: “Pittella non dice nulla di nuovo”

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Riceviamo e pubblichiamo la relazione del consigliere regionale Gianni Rosa (FdI) letta in aula durante il Consiglio regionale di oggi.

“Presidente e Colleghi, quasi non mi sembra vero di poter discutere il nuovo Documento economico finanziario regionale, la legge di Stabilità e il Bilancio pluriennale 2017/2019. Abbiamo atteso molti mesi perché, come ricordava il Presidente Pittella, solo (si fa per dire) a dicembre il MISE e il MEF ha sbloccato i fondi della II tranche della ex card benzina e solo (si fa per dire) a Dicembre siamo riusciti ad approvare il Rendiconto 2015, dopo la sonora bocciatura della Corte dei Conti e l’Assestamento 2016. Sarebbe questo il “nuovo modo di amministrare” che ci aveva annunciato nella Sua relazione programmatica del febbraio 2014? A noi, sembrano solo scuse con le quali si mettono le mani avanti per attribuire ad altri le responsabilità di ritardi inauditi e ingiustificabili. Siamo andati degenerando sempre più rispetto al passato quando il bilancio si chiudeva al massimo entro il primi giorni di gennaio. Tuttavia, speravamo almeno che la lunga attesa ci avrebbe, in fine, ripagati. Invece, ancora una volta, dobbiamo constatare che la delusione è tanta. Vede, Egregio Presidente Pittella, ogni volta che ci sono questi incontri cruciali per la vita della Nostra Regione, io non abbandono mai la speranza che Lei riesca, con i fatti, a zittirmi. Che riesca, finalmente, a fare quello per cui è stato eletto: governare bene la nostra Basilicata e dare una speranza ai Lucani di una vita migliore. Dopo tre anni, molti avrebbero sperato che, anche solo per uno scatto d’orgoglio, Lei fosse riuscito a fare qualcosa di concreto per mettere a tacere tutte le critiche e i gufi. E invece nulla. Persevera. Forse, alla fin fine, dobbiamo pensare che non è in grado di reggere la barra dritta ma solamente di usare questa Sua posizione per raccogliere consenso con piccole politiche clientelari. Presidente Pittella, mi permetta: ascoltare o meno la Sua relazione di ieri era totalmente indifferente. È stato assolutamente inutile. Noi sapevamo già, senza che avesse pronunciato una sola parola cosa avrebbe detto. E non è perché noi siamo veggenti, ma è perché Lei non dice assolutamente nulla di nuovo. Nei primi dieci minuti, si straccia sempre le vesti, poi scarica sempre la responsabilità sugli altri, infine esalta sempre traguardi che o esistono solo nella Sua mente o non sono merito delle Sue politiche. Lei ha detto “E’ una manovra che, purtroppo, sconta cento milioni di euro meno quest’anno, che è un po’ la somma di queste due voci: minori trasferimenti, maggiore crollo sostanzialmente degli introiti derivanti dalle royalties del petrolio.”. Ah, no. Mi scusi. Questo lo ha detto a febbraio 2016. Ieri ha detto: “il bilancio 2017/2019 purtroppo deve fare i conti con una massiccia riduzione di fondi disponibili collegata alle varie leggi di stabilità e alle mancate royalties sulle estrazioni petrolifere. Recuperiamo oltre 100 milioni di tagli”. In pratica non ci ha detto nulla di nuovo, dopo un anno. Quindi, io Le rispondo: Egregio Presidente “Ci ha parlato dei tagli imposti dal Governo …, che ‘è un nostro amico che tanto sta dando alla nostra Basilicata’ (queste sono sue parole), …, sui quali evidentemente non è permesso sollevare obbiezioni e critiche se si considera l’imbarazzante silenzio Suo e degli esponenti del Suo partito. Quegli stessi uomini che urlavano, in questo Consiglio, contro il Governo Berlusconi per le medesime ragioni.”. Questo gliel’ho detto il gennaio 2015, al momento dell’approvazione della Stabilità 2015. E così Le rispondo anche oggi. Vede, Presidente Pittella? Non è cambiato nulla. Si rende conto che in due anni, Lei ci ripete le stesse cose? Viene qui: si straccia le vesti e poi si auto esalta? Entrando nel merito delle questioni da Lei prospettate e nello specifico del taglio delle royalties, diciamo le cose come stanno realmente. Lei lancia il messaggio della riduzione delle royalties di 40 milioni di euro, sottolineando che questi tagli si aggiungono ai precedenti del 2016. In verità, leggendo i tabulati del Bilancio che ci avete fornito riscontriamo che i dati da Lei denunciati ieri, si riferiscono al 2016. L’anno scorso vi è stata una riduzione delle royalties rispetto al 2015. Ma nel 2017, Lei prevede un incremento di oltre 20 milioni di euro rispetto a quanto incassato nel 2016. Nel 2017, quindi, non ci sono meno 40 milioni di euro, ma più 20 milioni di euro. Sfatato il primo messaggio ambiguo con il quale tenta di giustificare le Sue tante inadempienze, Lei non parla assolutamente degli introiti che la Regione percepirà e che sono legati alla ex carta carburanti e che, evidentemente, nel 2016 non esistevano. Parliamo, nell’attuale previsione del 2017, di oltre 55 milioni di euro. Quindi, Presidente, ai Lucani diciamo le cose come stanno e diciamo che questi denari che Lei non cita, li ha già impegnati e consumati 2 anni fa, quando ha chiesto al Governo nazionale di modificare la legge sul 3% delle royalties, scippando ai Lucani un beneficio diretto e portando queste risorse nelle casse della Regione, per poterLe gestire a Suo piacimento. Il dato drammatico è che queste risorse, che aveva promesso di destinare a politiche di sviluppo della Nostra Regione, sono andate ad incrementare quelle assistenziali. Tanto è che, durante i lavori della Commissione, è emerso che, con la seconda tranche della ex carta carburanti, ancora non prevista nell’attuale formulazione del bilancio, si andrà, tra le altre cose, a coprire la spesa per la forestazione che allo stato attuale non ha copertura finanziaria. Lei, Egregio Presidente, oggi come ieri, si lamenta di non avere il denaro per dare copertura a questo comparto. Da quanto tempo Le chiediamo di trasformare questo ‘bubbone’ succhia soldi in una possibilità di sviluppo per la Nostra Regione? Si ricorda di quanti parlano di forestazione come attività produttiva? Però nulla è stato fatto per dare concretezza a questo progetto. Mi permetta anche, Egregio Presidente, di evidenziare che se siamo al punto in cui i tagli nazionali, che non sono una novità, creano crisi nel nostro Bilancio è perché in questi anni Lei ha avuto una politica di bilancio basata su una moltiplicazione della spesa corrente, servita solo a saziare la Sua fame di clientele. Ed è per compensare tale incremento di spesa corrente che ha dato corso a rinvii di poste agli anni successivi, nella speranza di poter trovare, in risorse future, la pezza di copertura. Questo sistema delle partite a rischio copertura ad un certo punto entra in crisi anche e non solo per i tagli nazionali. La situazione del Bilancio previsionale 2017 non è altro che la fotografia di questo modo di operare. Tutto quello che ho detto trova riscontro nelle parole del Direttore Generale Marsico, audito in Commissione, che, in merito alla spesa del Trasporto Pubblico Locale, ci dice testualmente: si spera di “arrivare nel corso del triennio ad un riallineamento dei fondi”. Non pensiamo si debba aggiungere altro al Suo modo di gestire i soldi pubblici. A questo punto, ci permetta, è proprio il caso di parlare di ‘bilanci creativi’. La Corte dei Conti ha fatto bene a bacchettarLa. Spiace constatare che questa Sua incapacità a gestire le risorse pubbliche porta la Regione a dover aumentare in maniera esponenziale l’importo da prendere in prestito dalle Banche sotto forma di mutui. Cifra che passa dai 114 milioni di euro nel 2016 ai 168 milioni di euro nel 2017. E non mi venga a parlare di risorse che coprono investimenti. Non siamo di fronte ad un incremento della spesa per gli investimenti. La spesa è sempre la stessa. Vero è, invece, che quel poco della spesa corrente che prima veniva utilizzata per gli investimenti appunto, adesso deve essere coperta con soldi presi in prestito. E tuttavia, Lei si vanta di risultati che non ci sono. Vede, Egregio Presidente, non è che io non capisco la tecnica comunicativa (che oramai è chiara a tutti i Lucani) di far sembrare che in mezzo alla catastrofica situazione dell’Italia e della Basilicata, tra tagli, disoccupazione, Sanità malata, Lei è il faro che ci sta guidando fuori dal tunnel con piccoli e miseri palliativi. Io capisco la tecnica da ‘salvatore della patria’ ma, sinceramente, non credo che stia funzionando molto, se un giorno sì e un giorno no c’è gente che protesta sotto le Sue stanze. Senza considerare che in tanti, soprattutto giovani, non vengono neanche più a protestare perché vanno via. Probabilmente i cittadini si sono stancati del marketing e preferirebbero i risultati. Non sarebbe il caso di cambiare musica? Per noi, sarebbe giunto il momento di farlo. Evidentemente, però, per Lei non è così. E che Lei abbia intenzione di continuare a trascinarsi e a trascinarci nell’inerzia più assoluta si capisce dalla Sua analisi del Documento Economico Finanziario regionale, l’ “anima della strategia della Regione, la sintesi della visione”, la chiama Lei. Però, Presidente Pittella, per avere una visione, bisogna conoscere la realtà dalla quale si parte, la materia prima su cui si lavora. Altrimenti non parliamo di una visione ma di un’allucinazione. Quando sentiamo parlare del contesto socio-economico della Basilicata e dei suoi punti di forza, tra i quali, a Suo dire, i poli produttivi di rilievo e ci dice che tra di essi rientra il polo del mobile, si rende conto di parlare di una delle realtà produttive che, se fosse stata sostenuta dai vostri Governi regionali sarebbe stata davvero una grande realtà produttiva, e che invece è in crisi da circa 20 anni? Quando, nei punti di forza della nostra Regione, include la misura S3 cioè la strategia di specializzazione intelligente finalizzata ad individuare le priorità di investimento in ricerca, sviluppo e innovazione, lo sa che l’ultimo bando risale al 2012? E non ci venga a parlare dei bandi CreOpportunità, sui quali ha investito una miseria, solo 22 milioni di euro, una miseria se si pensa che il comparto non ha mai ricevuto nulla in passato, una miseria se si considerano le reali necessità dei nostri imprenditori. Bandi sui quali già ho segnalato abusi, ho già fatto un’interrogazione e sono stato sollecitato da alcuni giovani imprenditori a farne un’altra. Presidente, i Lucani non hanno l’anello al naso. Ed è proprio sicuro che in Basilicata vi sia un buon livello di sicurezza? Probabilmente di recente non è stato nella zona della costa ionica. Io sì. E Le dico che le comunità del metapontino proprio non si sentono sicure. Ma al di là di questo, cosa resta? Il Bilancio dovrebbe essere una rappresentazione di idee e programmi, Lei lo ha fatto diventare un mero adempimento, privo di significato. Questo atteggiamento certifica solo che nella Sua concezione del bilancio, in cui le poste vengono spostate negli anni, vengono aperte e tenute lì o scompaiono, non c’è programmazione, non c’è pianificazione, non c’è visione. È solo un mero riproporre vecchi schemi. Praticamente è come se ci fosse ancora De Filippo. Lei è il De Filippo 2.0. A dire il vero, Egregio Presidente, in Commissione, avevamo chiesto al Suo Governo, per il tramite dei Suoi Uffici, un prospetto in cui venissero riportati tutti gli spostamenti subiti dalle voci di Bilancio in questi anni, per poter meglio valutare le politiche messe in campo, o meglio le politiche annunciate e poi sparite, per cercare di capire la Sua visione. Di questo prospetto, ad oggi, nonostante le sollecitazioni scritte del Presidente della II Commissione bilancio, non c’è traccia. Tanto che ci chiediamo perché queste informazioni non si possono ottenere: trascuratezza, incapacità, superficialità o voglia di tenere nascosti i Suoi fallimenti? Nella Sua idea di bilancio, tutto ruota sui finanziamenti europei e statali. Tutte le misure per lo sviluppo: industria, PMI, artigianato, commercio, ricerca, innovazione, sviluppo reti, turismo, ben 376 milioni di euro, sono rinvenienti da risorse statali e comunitarie. La Regione non investe un euro dei suoi. Che, poi, parliamoci chiaro, Lei si vanta di avere raggiunto la soglia del 110% di spesa dei fondi comunitari 2007/2013. Che vuol dire? Che stiamo uscendo dall’ex Obbiettivo I? Presidente, ma dove sono i risultati degli oltre 600 milioni di euro spesi? Ad esempio, l’emergenza lavoro l’abbiamo risolta? Alleviata? Non pensiamo. Le infrastrutture dove sono? E, a proposito, delle infrastrutture, come abbiamo già evidenziato, tutti gli investimenti dei prossimi anni saranno finanziati con il ricorso all’indebitamento: sanità, dissesto idrogeologico, lavori dei Comuni, persino il PO Val d’Agri che dovrebbe, invece, essere finanziato dalle royalties del petrolio. È proprio il caso di dire che abbiamo raschiato il fondo. E poi “Di fronte al ritardo che sconta la Basilicata, pensare che gli investimenti vadano fatti solo attraverso l’utilizzo di trasferimenti statali od europei rappresenta la piena continuità con il passato.”. Queste stesse parole gliele ho dette anche ad Agosto 2015, in occasione dell’approvazione del Rendiconto 2014. Come vede, Egregio Presidente, nulla è cambiato. Anzi, una cosa cambia, ma in negativo. Viene abrogato il Fondo per la gestione di situazioni di crisi dei Comuni, per evitare di duplicare i finanziamenti ai Comuni deficitari, si legge nella relazione di accompagnamento. Infatti, ‘mamma Regione’, che si era impegnata a darsi delle regole per garantire tutti i Comuni senza filiere clientelari, nel 2017, corre in soccorso di alcuni Comuni: Tursi, Lagonegro, Montalbano Ionico. Ma come sono stati scelti questi Comuni da soccorrere? Non si sa. Tanto è vero quello che diciamo che ieri, con una nota, il Sindaco di Tricarico chiede aiuto. Anzi, sottolinea di aver chiesto, già lo scorso anno, di attingere proprio a quel fondo che oggi si vuole chiudere. La Sua risposta? Picche. Perché? Perché Tricarico, che ha aderito al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, non deve essere aiutato? Allora facciamo un emendamento ed inseriamolo nel ‘Salva Comuni’. Ma non si doveva evitare per il futuro di dispensare soldi discrezionalmente? “Ma gli altri Comuni che cosa vi devono dire? Ma che cosa devono dire a questa classe dirigente? Che noi viaggiamo sotto l’onda di che cosa? Delle pressioni di qualcuno? Per fare queste schifezze che stiamo facendo?”. Non sono parole mie, Presidente Pittella, sono del Presidente Mollica del febbraio 2016. Questo, a dimostrazione del fatto, che in un anno non è cambiato assolutamente nulla. L’unica cosa ad essere mutate sono alcune teste dei padrini politici. Niente di più e niente di meno. Quando la finiremo di usare le risorse pubbliche come fosse un bancomat, quando avremo persone che governano e che conoscono la realtà della Basilicata, quando avremo l’idea precisa di cosa sia la programmazione e di come questa trovi concretezza nella stesura dei bilanci, allora e solo allora si potrà parlare di rinnovazione e di sviluppo. Per il momento, rimaniamo, ahinoi, nel pantano da Prima Repubblica. Gianni Rosa, Gruppo L.B./Fratelli d’Italia

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