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Lavoro: in Basilicata continua a crescere la cassa integrazione

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Dall´inizio dell’anno continua l’ascesa di ore di cassa integrazione richieste dalle aziende. In Basilicata nel primo trimestre dell’anno si registra un incremento di ore autorizzate di cassa integrazione del 110% rispetto al primo trimestre 2016 

e un aumento di 1.002 lavoratori sempre rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Lo riferisce la Uil di Basilicata che ha rielaborato su scala regionale i dati del secondo rapporto 2017 sulla cig del Centro Studi del Lavoro su fonte Inps. In particolare, nel primo bimestre di quest’anno il ricorso alla cassa integrazione, un aumento che in valori percentuali è maggiormente evidente in Basilicata (+387,6%). In dettaglio nei primi tre mesi del 2017 le ore di cig hanno sfiorato il milione (973.281); al primo posto la cig ordinaria con 397.169 ore, seguita dalla straordinaria con 303.961 e quella in deroga 272.151 ore. A marzo si stimano in 1.908 (su oltre 230 mila in totale) i posti di lavoro salvaguardati dall’ammortizzatore.  I dati mostrano quindi una palese sofferenza di nuove aziende che accedono all’ammortizzatore sociale.   Rispetto alla cassa in deroga, la crescita è fortissima (+72,7% rispetto al mese precedente) dovuta sostanzialmente agli ultimi stanziamenti dei residui non spesi negli anni precedenti e utilizzabili anche nell’anno 2017. In valori assoluti, il totale delle ore autorizzate raggiunge nel Paese nel mese i 6,3 milioni, nonostante questo strumento sia ormai residuale. Ma ribadiamo: i dati sono parziali mancando all’appello un monitoraggio completo della gestione del FIS (Fondo Integrazione Salariale) che, ad aprile 2017, sembrerebbe aver raccolto richieste per circa 13 milioni di ore spalmate su una platea di circa 58 mila beneficiari. Di queste ore però ne sono state autorizzate solo 3,3 milioni, riguardanti poco più di 15 mila lavoratori. Siamo in presenza, quindi, di uno strumento che dopo una lunga fase di rodaggio – sottolinea la Uil – sta mostrando alcuni limiti strutturali che incidono drammaticamente sulla necessaria e tempestiva erogazione del sostegno al reddito di quei lavoratori che stanno attendendo risposte: una platea di circa 43 mila lavoratori e in prospettiva una vasta platea composta da chi opera in aziende, soprattutto nel  terziario, turismo e spettacolo,  che non hanno la Cassa Integrazione Straordinaria e ordinaria.  E’ chiaro che i monitoraggi ed i dati sulla cassa integrazione, in assenza di informazioni su “come” e “se” questo nuovo strumento sta funzionando, e quante ore di cassa integrazione sta muovendo, non riescono appieno a fotografare in quale situazione versi il nostro tessuto produttivo ed i lavoratori in esso occupati. Detto ciò, vi è un altro aspetto preoccupante: l’aumento, mese dopo mese, dei percettori di indennità di disoccupazione. Infatti i beneficiari della Naspi continuano a crescere ed allo stesso tempo si accumulano ritardi nella implementazione delle misure di politiche attive per l’occupazione Solo in questi giorni è partita la sperimentazione dell’Assegno di Ricollocazione per un campione molto limitato (circa 30.000) di percettori di Naspi. Le politiche di crescita sono, naturalmente, il primo passo necessario per un’inversione di tendenza ma – è scritto nella nota – l’investimento ed il rafforzamento delle politiche attive deve costituire un altrettanto importante tassello per costruire un mercato del lavoro inclusivo, insieme ad una ragionevole revisione delle regole di accesso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, a partire dalla durata. A pochi giorni dal Primo Maggio – conclude la Uil – ci sono ulteriori valutazioni per rafforzare l’impegno a tutela di quanti hanno perso il posto di lavoro e, soprattutto se over40, hanno sempre più bisogno di tornare all’occupazione.

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