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Accoglienza migranti in Basilicata, il sistema va rivisto

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In un momento in cui l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati divide il mondo politico e l’opinione pubblica è opportuno fare il punto sulle presenze e sui numeri in Basilicata, sulle strutture che accolgono e sulle dinamiche correlate. L’Italia sta sperimentando un arrivo di richiedenti asilo senza precedenti. Dal 1 gennaio al 6 luglio 2017 sono sbarcate, prevalentemente dalla Libia e attraverso il canale di Sicilia, 85.150 persone, 10.728 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mettendo a dura prova la tenuta del sistema di accoglienza italiano impostato sul cosiddetto “doppio binario”: da un lato il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (S.P.R.A.R.) del Ministero dell’Interno, che accoglie 23.502 persone in 633 progetti territoriali gestiti da enti locali in partnership con soggetti privati; dall’altro il sistema degli 8.190 centri di accoglienza straordinaria (CAS), affidati dalle prefetture alla gestione esclusiva di organizzazioni private di varia natura, in cui al momento sono accolti 157.066 richiedenti asilo. Anche la Basilicata sta offrendo il suo contributo all’accoglienza di chi arriva e viene dislocato nei diversi centri italiani o in S.P.R.A.R. Proprio quest’ultimo rappresenta il primo oggetto dell’indagine condotta in Basilicata. Sul territorio regionale sono al momento attivi 17 progetti territoriali, di cui 6 per l’accoglienza di minori stranieri non accompagnati e 11 per la categoria Ordinari, che comprende uomini soli, donne sole, famiglie con minori e nuclei familiari mono-genitoriali. L’evidenza più significativa è quella relativa all’occupazione dei posti messi a disposizione dagli enti locali titolari e dai soggetti privati gestori dei servizi di accoglienza, integrazione e tutela dei richiedenti asilo e rifugiati: ad una capienza di 535 persone, attualmente il sistema S.P.R.A.R. lucano ospita 438 beneficiari, con 97 posti liberi. Considerate le esigenze di turn over all’interno delle strutture, la mancata occupazione di circa un quinto della capienza complessiva appare problematica. Relativamente al secondo binario di accoglienza, in provincia di Matera sono attualmente accolti 657 richiedenti asilo a fronte dei 610 posti disponibili con un sovraffollamento di 47 persone; la situazione appare ancora più problematica in provincia di Potenza, dove sono attualmente presenti 140 persone in più rispetto ai 1444 posti messi a disposizione. Dati che, per quanto marginali rispetto al contesto nazionale (se si pensa che la Basilicata contribuisce per l’1% sul totale delle accoglienze realizzate sul territorio nazionale, meno di regioni più piccole dal punto di vista demografico come il Molise che contribuisce per il 2%), suggeriscono un maggiore approfondimento della discussione intorno al sistema di accoglienza in Basilicata. Il territorio lucano attualmente accoglie circa 3.000 persone (2241 nei CAS, 438 nello S.P.R.A.R. e circa 250 nei progetti per minori stranieri non accompagnati finanziati attraverso il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione FAMI). Se si considera la capienza media dei CAS lucani, frutto del rapporto fra il numero totale di ospiti (2.241) e il numero dei centri attualmente attivi (45), che si attesta intorno ai 45 beneficiari per struttura (non proprio una piccola concentrazione), la presenza di più persone rispetto ai posti messi a disposizione risulta ancora più problematica come si è visto nei casi sfociati in tensione. Inoltre resta il punto dei diritti e della qualità dell’accoglienza. Per questo riteniamo si renda necessaria un’indagine qualitativa sui servizi offerti all’interno delle strutture lucane, sull’impiego e sull’utilizzo delle risorse pubbliche erogate per la gestione dei centri, sulle effettive condizioni di permanenza degli ospiti nei sistemi di accoglienza presenti in Basilicata. Soltanto il confronto tra indici empirici e le effettive condizioni in cui versano i richiedenti asilo e i rifugiati in territorio lucano può determinare che la Basilicata sia considerata un modello di accoglienza integrata, o, al contrario, un esempio di criticità strutturali e di sistema.

Cgil Basilicata

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