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A Torino giustizia è fatta A Pisticci?

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 La sentenza di Torino ha un’eco anche in Basilicata. Si, ma solo per farci ricordare che siamo indietro anche in questo caso


Al tribunale di Torino le famiglie di 3000 vittime dell’amianto, stipate in tre maxi aule, hanno applaudito alla sentenza del giudice Casalbore che ha condannato i vertici della multinazionale Eternit a sedici anni di carcere.


In Basilicata le famiglia dei lavoratori dell’ex Enichem, la maggior parte dei quali morti di cancro o ammalati, forse stanno sperando che adesso si muova qualcosa anche per loro.


La differenza l’ha fatta un pool di pm con in testa Raffaele Guariniello. Casale Monferrato è lo stabilimento Eternit in cui si è registrato il maggior numero di morti. 1500. Ma le vittime accertate, in tutte le fabbriche della multinazionale sono 3000. Numeri da guerra.


In Piemonte un’indagine e 62 udienze hanno dimostrato che i vertici dell’Eternit erano colpevoli di aver tenuto aperte le fabbriche pur sapendo quali fossero i rischi dell’amianto e di aver fatto lavorare i propri dipendenti senza adottare le giuste precauzioni per evitare che migliaia di persone si ammalassero di tumore al polmone o di absestosi.


In Basilicata l’amianto si lega alla vicenda dell’ex Enichem di Pisticci. Nata nel 1962 in Val Basento, tra Pisticci e Ferrandina, l’azienda chiuse all’inzio degli anni Novanta. Cassa integrazione prima, malattia poi. Le vittime accertate, tra coloro che erano impegati all’Enichem, sino ad oggi, sono 160. Ci sono poi 250 ex lavoratori che si sono ammalati di tumore. 7 mesotelioni pleurici, 30 carcinomi polmonari, 10 asbestosi e altrettanti carcinomi al colon retto. Ed ancora si contano 240 casi di malattie professionali accertate dalla medicina del lavoro di Matera. Ma la lista non è così ben definita come potrebbe sembrare. A rischio, purtroppo, ci sono non solo gli ex lavoratori dell’Enichem, ma anche i loro familiari entrati in contatto con gli abiti dei dipendenti Enichem. La fibra killer si annidava oltre che nei polmoni anche nei vestiti.


Nei primi anni Novanta il miraggio industriale della Val Basento s’è volatilizzato proprio come le particelle d’amianto. Resta però un ricordo vivo per chi vi ha lavorato. Un ricordo doloroso per chi a casa, oltre che la pensione o la cassa integrazione s’è portato anche il cancro. Sfortunati due, tre, quattro volte. E sfortunati perchè da queste parti non s’è visto un Guariniello. Nella fabbrica Enichem di Pisticci Scalo i lavoratori hanno lavorato a diretto contatto con l’amianto e senza che nessuno li mettesse al corrente dei rischi. Proprio come i loro colleghi di Casale Monferrato e quelli francesi. Nella vita, come nella morte, ci vuole fortuna.


Sono sicura che la sentenza di Torino a questo punto dovrà pur produrre un qualche effetto in Basilicata. Speriamo non serva solo da cassa di risonanza ai soliti tromboni che amano farsi pubblicità a mezzo stampa. Speriamo che invece abbia risonanza là dove si cerca e si amministra giustizia. Non sono abbastanza 160 morti?


Vi riproponiamo, nell’articolo correlato, un estratto video della nostra inchiesta pubblicata il 3 settembre 2011. Parlano gli ex lavoratori dell’Enichem di Pisticci Scalo




 

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