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Permesso Monte Cavallo, ecco perchè dovremmo dire sì alla Shell

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“Riflettere bene su quello che si vuole fare”. E’ l’inizio della relazione che il consigliere di minoranza (Pdl) al Comune di Paterno,  nonché consigliere provinciale ed ex Sindaco del Comune di Paterno, Severino Notarfrancesco,  ha aperto nel consiglio comunale a Paterno, dove al terzo punto all’Ordine del giorno, c’era “l’atto di indirizzo sull’istanza di permesso di ricerca idrocarburi liquidi e  gassosi della Shell Italia E&P S.p.A nell’area denominata “Monte Cavallo” che interesserà quattro Comuni della Basilicata, tra cui Paterno, Tramutola, Marsiconuovo, Brienza e otto Comuni della Campania, Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Padula, Polla, Sala Consilina, Sant’Arsenio, Sassano e Teggiano.


Partendo dal presupposto che  bisogna tutelare il territorio sotto l’aspetto ambientale e salutare, mi chiedo e sollevo la questione: a che cosa serve non avere i pozzi sul nostro territorio se poi gli stessi vengono realizzati a non meno di un centinaio di metri da Paterno.  Situazione verificatasi, già,in altri paesi, vedi   caso, frazione di Villa d’Agri, dove a meno di 50 metri, in territorio di Viggiano, località contrade case Rosse, vi è un pozzo. Cosa è cambiato per Villa d’Agri? Niente.  E’ cambiato solo per Viggiano che ha accettato di realizzare il pozzo nel proprio territorio,naturalmente, a pochi metri dall’abitato di Villa d’Agri, usufruendo delle cosiddette royalties dirette. E sappiamo che Viggiano è uno dei comuni che percepisce all’anno circa 10 milioni di euro legate proprio ai fondi  proveniente dalle royalties dirette. Soldi che non sa neanche come spendere, mentre altri comuni che subiscono comunque lo stesso impatto ambientale proveniente dal centro Oli, a stento riescono a chiudere i bilanci.  E non solo, si sa che in Val d’Agri sono attivi ad oggi circa 30 pozzi (con la previsione di altri anche in concomitanza della realizzazione del Centro Oli di Tempa Rossa). La battaglia, farla oggi, è da considerarsi contro i “mulini a vento” , soprattutto, in un’area in cui si è circondati da pozzi petroliferi. La “battaglia”  doveva essere condotta in passato, invece, di correre con scelleratezza  alla contrattazione con le compagnie petrolifere e trovare, oggi, una situazione di status quo. Oggi dire “no” quando il comune vicino dice “si”, è inutile. Il “danno” ormai c’è ed esiste. Dobbiamo solo porre rimedio per quello che riguarda la tutela ambientale con un attento monitoraggio su tutto il comprensorio della Val d’Agri e chiedere benefici economici  per poter far fronte ai bilanci comunali, anziché “pesare” sui cittadini (vedi aumento Tarsu, trasporto scolastico, acqua…) e pensare a progetti di sviluppo inerenti alle prospettive occupazionali. La mia proposta è di “riflettere e valutare bene” e  presentare delle richieste specifiche alla Shell, per indirizzare una programmazione di crescita sul territorio paternese.  E in ultimo, un punto fondamentale è sulla risorsa acqua. Per l’acqua devono essere usati gli stessi criteri della risorsa petrolio. Dobbiamo lottare, affinchè, la nostra risorsa acqua diventi la prima fonte economica per il nostro paese”.


Severino Notarfrancesco- Consigliere di Minoranza (Pdl) Comune di Paterno                                                                                                                             

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