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Lutto nel pallone

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Un malore improvviso è stato la causa della prematura scomparsa dell’allenatore dei portieri del Pescara.



L’ambiente calcistico regionale è rimasto scioccato alla notizia della morte di Francesco Mancini, storico portiere del Foggia di Zeman, materano doc. L’ex numero è stato colpito da un malore ieri nella sua abitazione di Pescara. La moglie di Mancini, arrivata nella cittadina abruzzese nel pomeriggio, entrando in casa ha visto il corpo del marito a terra. A nulla è servito l’intervento del 118. Mancini, in mattinata aveva lavorato, come di consueto, con i portieri del Pescara in vista della sfida contro il Bari.


Nato a Matera il 10 ottobre del 1968. Dopo esser cresciuto nelle giovanili dell Matera, dal 1984 al 1987 ha vestito la maglia della prima squadra in C2 collezionando 57 presenze. Portiere rivoluzionario nel modo di interpretare il suo ruolo, celebri e famose le sue uscite con i piedi sulla trequarti, Mancini ha vissuto il periodo di maggior successo con il Foggia di Zeman ad inizio degli anni Novanta. Dopo una breve parentesi nella Lazio e il ritorno a Foggia, gioca in piazze importanti come Bari e Napoli. A 37 anni e ancora tanta voglia di giocare indossa la maglia della Sambenedettese, poi va a Teramo. Tra le sue ex squadre ci sono tra Pisa, Salernitana. Dopo aver appeso i guanti al chiodo Mancini ha intrapreso la carriera di allenatore, con particolare riferimento alla preparazione dei portieri. Dal 2010 era entrato a far parte dello staff del tecnico boemo, suo ex allenatore, Zeman.


Mancini muore all’età di 43 anni. Tanti i messaggi di cordoglio. in generale resta lo stupore e il dispiacere immenso. Tutti lo ricordano come una persona eccezionale. Il presidente del Pescara Sebastiani lo ha definito “un  ragazzo eccezionale, un professionista serio dall’umanità incredibile”. Il presidente del Foggia, Pasquale Casillo, ha annunciato che la squadra giocherà con il lutto al braccio così come la Lazio che ha fatto esplicita richiesta.

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