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Strage di Brescia. Tutti assolti Sono stato io, arrestatemi

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Gli ultimi imputati per la strage di piazza della Loggia a Brescia nel 1974, in cui otto persone persero la vita e 102 rimasero ferite, sono stati assolti. Dopo che nel 2010, nel primo grado della terza istruttoria sull’attentato, la Corte d’Assise di Brescia aveva assolto tutti gli imputati con formula dubitativa (la vecchia formula dell’insufficienza di prove), oggi è stata emessa la sentenza di secondo grado dalla Corte d’Appello, che conferma le assoluzioni di Carlo Maria Maggi, l’ex generale dei Carabinieri Francesco Delfino, Maurizio Tramonte e l’ex militante di Ordine Nuovo Delfo Zorzi.


Che dire?


La Magistratura ha fatto quello che doveva fare, ieri e oggi. Ieri ha spesso seguitato a coprire il terrorismo autentico, quello che ha ucciso persone innocenti, che ha organizzato stragi con la complicità di pezzi dello Stato. Oggi ha cercato di ingabbiare chi “probabilmente”, “forse”, “per ipotesi” avrebbe compiuto la strage. Fatto sta che la verità è stata delegata alla Storia. La giustizia di ieri ha cercato una falsa verità. La giustizia di oggi chiede scusa e toglie il disturbo. Una vergogna.


Figli e figliastri


In questo Paese i rivoluzionari sono stati trattati da terroristi e i terroristi veri non sono mai stati catturati e puniti. Ha ragione Erri De Luca quando dice che gli stragisti, ossia i terroristi, da piazza fontana a piazza della loggia non sono mai stati puniti. Compresi quelli che hanno fatto saltare i treni e i monumenti. Mentre i “rivoluzionari”, e cioè quelli che non hanno mai ucciso un innocente, l’hanno pagata cara. Quei rivoluzionari, magari sbagliando, avevano un’idea di futuro, colpivano gli obiettivi cosiddetti “strategici”, ma sognavano una società diversa, semmai condivisibile, ma diversa. Tra loro c’è gente che non ha mai sparato un colpo, ma che ha scontato dignitosamente la galera. Gli stragisti, e quindi i terroristi, seminavano morte e terrore perché volevano impedire il riscatto sociale e il progresso generale del Paese. Tra i terroristi più famosi sappiamo, ormai, che c’era lo Stato. Col senno di poi, la storia dei due blocchi contrapposti e della guerra fredda sembra una bufala sociale di grandi dimensioni.


Lo Stato non è Dio


La sentenza di assoluzione dei presunti responsabili della strage di Brescia ripropone l’assoluta fallibilità dello Stato. Bisognerebbe dunque rivedere alcune neo ideologie stataliste per cui lo Stato è un ente supremo quasi equivalente a Dio. Un ente verso il quale bisogna mostrare reverenza assoluta e per il quale bisogna essere disposti al massimo sacrificio. Con le tasse, con la sopportazione delle devianze, con la soccombenza alla politica che lo sostiene. Lo Stato-apparato, così come si è formato in Italia, è dannoso per i cittadini.


Lo Stato non esiste


Quando la sovranità dei cittadini è indebolita o addirittura annullata dal cattivo funzionamento della democrazia lo Stato smette di esistere. Qui in Italia si parla di terza repubblica, ma non si capisce che la questione riguarda la forma e la sostanza dello Stato. E vale anche per l’Europa. Da un lato è necessario cedere grossi pezzi di sovranità nazionale ad una nuova entità politica sovra nazionale ( L’Europa) dall’altro bisogna “riformare la democrazia” in Europa e, quindi, nei singoli Stati.


In conclusione


E’ probabile che i cambiamenti affidati al “riformismo in pantofole” non si realizzeranno mai, se non in tempi lunghi e inutili. E’ più probabile che una rivoluzione saggia, intelligente, affidata alla gente, opportunamente organizzata da “nuove intelligenze” (non al popolo che ormai non esiste più) riesca a dare la spinta definitiva a mutamenti epocali in direzione di una giustizia sociale e di un nuovo corso europeo. Oggi siamo vittime della dittatura delle banche e degli speculatori, gli stessi che ai tempi della strage di Brescia si organizzavano attraverso la politica che allora aveva un potere molto più forte, seppure immaginario. In ogni caso, se avete bisogno di un colpevole, sono a disposizione. Confesso, sono stato io, arrestatemi


 


 


 

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