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Ricomincia lo sciopero della fame foto

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A oltre 14 mesi dallo stato d’emergenza che si ottenne in occasione dell’alluvione del 1 marzo 2011, il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche scende nuovamente in campo con l’obiettivo di ottenere entro il 30 aprile quanto promesso dalla Regione


e dai due vicari, Mancusi per la Basilicata e Limongelli per la Puglia. I due soggetti attuatori, infatti, promisero che entro tale data si sarebbero chiusi i lavori riguardanti la prima Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri e l’integrazione alla stessa, per la Regione Basilicata, di quel milione di euro che il presidente De Filippo aveva promesso il 1 marzo scorso quando una delegazione del Comitato occupò il Dipartimento Agricoltura. La somma, sarebbe stata destinata alle prime emergenze di quelle aziende agricole maggiormente colpite, anche se dopo oltre un anno parlare di emergenza sembrerebbe un po’ una barzelletta.


Cosa è successo in questi mesi. Contrariamente alla vicina Puglia che ottenne l’ordinanza solo il 5 gennaio scorso, la Basilicata è rimasta molto indietro. Con un documento ufficiale infatti, il vicario pugliese, ha preso atto delle richieste avanzate dal Comitato e dei 3 milioni di euro stanziati dal Governo (che si aggiungono a 1,6 milioni di euro messi in campo inizialmente dalla regione Puglia), ha predisposto che il 47% vada destinato a lavori nuovi riguardanti la messa in sicurezza del territorio (argini, strade, etc.), il 27% vada a costituire un fondo che venga destinato alle famiglie maggiormente colpite (in cifre ca. 1.200.000 €) e il 24% destinato al rimborso di quegli Enti che hanno anticipato risorse (es. Comuni). Certo le premesse fanno ben sperare che davvero entro il 30 Aprile la Puglia sorpassi la Basilicata e in breve tempo chiuda i lavori.


La Basilicata rimane ahimè fanalino di coda come sempre, pur avendo ottenuto l’OPCM il 26 novembre 2011. Le problematiche sono sia tecniche che economiche. Innanzitutto ricordiamo che i 14,5 milioni di euro determinati congiuntamente da Governo e Regione devono essere obbligatoriamente utilizzati per i lavori di messa in sicurezza del territorio per due ragioni: i 7,5 milioni di euro stanziati dalla regione provengono da un fondo comunitario che necessariamente deve essere destinato per lavori che riguardino il territorio e quelli del Governo nazionale anch’essi destinati alla messa in sicurezza. Poichè per cambiarne la destinazione d’uso occorrerebbe modificare una leggere comunitaria e una nazionale capite bene che l’unica strada è l’integrazione di somme come peraltro previsto dalla stessa OPCM.


A aggravare questo stato di cose vi è poi la triste notizia che i 7 milioni di euro del Governo non sono mai arrivati e lo stesso Monti, rendendosene conto, ha prorogato di un altro anno lo stato d’emergenza. Se tale atto non fosse stato fatto avremmo corso il rischio di perdere anche queste risorse. Quindi, morale della favola, ad oggi esistono solo i 7,5 milioni di euro inizialmente stanziati dalla Basilicata perchè neanche il milione di euro promesso da De Filippo non c’è ancora.


Le uniche notizie positive sono quelle che vedono la regione realizzare un piano di riparto delle risorse destinandole in modo prevalente a lavori di sistemazione degli argini dei fiumi Bradano e Basento nonchè la possibilità di affidare i lavori, attraverso convenzioni, alle aziende agricole.


Che fare? Il Comitato non si arrende ed è ben deciso a fare in modo che ciò che stabilito sulla carta trovi finalmente la sua applicazione.


Si inizia, quindi, nuovamente lo sciopero della fame ad oltranza con la partecipazione di un agricoltore del metapontino, Mimmo Prencipe, e lo stesso portavoce Gianni Fabbris, a Metaponto Borgo questa volta in quella che fu la vecchia sede operativa del COM nei primi giorni dell’alluvione e dove ha sede la delegazione comunale di Bernalda. Nei prossimi giorni vi aggiorneremo sullo stato dell’arte.


 


 

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