Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport ed eventi - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport ed eventi

Attentato a BrindisiSi esclude la pista mafiosa

Più informazioni su

15:06 – “Abbiamo acquisito delle immagini significative che aprono uno spiraglio e che ci consentono di dire che non navighiamo al buio. Ci permettono di fare approfondimenti mirati”. Lo ha detto il procuratore di Brindisi “C’è l’identikit di chi ha posizionato l’ordigno davanti all’istituto”, ha spiegato, sottolineando : “E’ opera di un esperto di informatica”.


“Il congegno – ha detto il procuratore – non è particolarmente complesso ma non alla portata di tutti”. Le indagini “accreditano l’ipotesi di un ordigno azionato tramite un telecomando. Un congegno che consente di vedere la scena”, ha aggiunto. “In termini di probabilità, non in termini di certezza, ci è sembrato di poter escludere la matrice mafiosa” . “Un’analisi condivisa anche dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. Potrebbe essere un gesto isolato”, ha poi concluso.

“Volontà stragista dell’attentatore, che non ha agito da solo”
L’attentato alla scuola di Brindisi ”potrebbe essere un gesto isolato e individuale”. In ogni caso c’è stata”‘una volontà stragista”. “Non è impossibile – ha aggiunto il procuratore – che tutta l’organizzazione sia stata fatta da una persona sola”.

La Procura: buone le immagini delle telecamere
“Abbiamo delle buone immagini. Non ce le hanno regalate ce le siamo andate a cercare. Immagini che possiamo ricollegare con quasi certezza all’attentato”. Queste le parole del procuratore della Repubblica a Brindisi, Marco Dinapoli, a proposito di filmati riguardanti l’attentato fatto ieri alla scuola Morvillo Falcone. Stazionarie intanto le condizioni delle quattro ragazze rimaste gravemente ferite dallo scoppio dell’ordigno.

Possibile sia stato il gesto di uno sconsiderato
”Sembra incredibile, ma è un attentato che appare riconducibile al gesto di uno sconsiderato”. Lo rivelano fonti investigative che, a proposito dell’attentato di ieri a Brindisi, non vogliono fornire particolari.

Arma invia il Ris e una task force del Ros
Esperti del Ris di Roma, la scientifica dei carabinieri, una task force investigativa del Ros e 50 uomini per rafforzare il dispositivo territoriale: sono le misure decise dal Comando Generale di Carabinieri per cercare di far luce sull’attentato di Brindisi.

Vittima riprende conoscenza
Ha ripreso conoscenza, ma le sue condizioni restano critiche: sono notizie fornite dall’ospedale di Lecce nel bollettino medico emesso poco fa sulle condizioni di salute di Veronica Capodieci. La studentessa di 16 anni, che era insieme a Melissa Bassi, è stata investita in pieno dall’esplosione dinanzi alla scuola “Morvillo Falcone” di Brindisi.

Profumo: “Scuola non può essere militarizzata”
“La scuola è un luogo che per definizione deve essere aperto, libero. Non credo in una scuola militarizzata”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, rispondendo alla domanda se le scuole possano rientrare tra gli obiettivi sensibili da presidiare. “La scuola deve essere un luogo sicuro, in cui si possa andare con fiducia”, ma “militarizzare scuola significherebbe militarizzare Paese. Non ha senso”, ha aggiunto Profumo.

(Tg24.com)

Più informazioni su