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Potenza ha il suo orto foto

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Circa 160 piantine in tutto tra pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, melanzane, basilico e insalata. Un impianto di irrigazione a goccia e il lavoro di una ventina di cittadini insieme a volontari della Legambiente e della Cooperativa Venere. È il primo orto urbano della città di Potenza, nel Parco Baden Powell. Con la sua piantumazione si entra nel vivo del progetto “Orti in città”, promosso dal circolo Legambiente di Potenza in collaborazione con il Comune del capoluogo lucano e sostenuto dalla Regione Basilicata attraverso il Fondo per l’attuazione della Legge Quadro sul Volontariato – “Bando Progetti Innovativi 2010”.
Scopo dell’iniziativa è destinare alcuni spazi pubblici alla coltivazione, promuovere l’attività orticulturale nell’area urbana valorizzandone i connotati sociali, culturali, economici e ambientali, mitigare gli effetti dell’impatto ambientale prodotto dalle edificazioni e delle attività dell’uomo.
Come prima area per la piantumazione dell’orto è stata scelta quella interna al Parco Baden Powell in quanto in passato già adibita alla coltivazione grazie al lavoro della scuola primaria di secondo grado “U. Mercurio” e negli ultimi tempi trascurata. Da qui l’idea di recuperarla e riportarla a nuova vita grazie a un progetto che coinvolge i cittadini in prima persona. A farsi carico della cura dell’orto i partecipanti al corso “Coltiviamo la città”, promosso dal Circolo Legambiente di Potenza e dall’Alsia Pantano di Pignola e parte integrante del progetto. Guidati dai docenti del corso gli aspiranti contadini hanno messo in pratica le tecniche di coltivazione apprese e si sono assunti l’impegno di continuare il lavoro svolto insieme ai volontari della Legambiente e della Cooperativa Venere che ha in gestione il Parco, di proprietà della Provincia di Potenza.

“Il progetto – afferma il Presidente del Circolo Legambiente di Potenza, Alessandro Ferri – nasce dalla particolare condizione della città capoluogo agli ultimi posti per numero e qualità delle aree verdi secondo il rapporto “Ecosistema urbano” relativo al 2011. Consapevoli delle forti difficoltà delle amministrazioni a rispondere in maniera adeguata alla crescente domanda di verde pubblico, abbiamo pensato di promuovere con gli orti urbani una strategia di partecipazione dei cittadini con la presa in carico delle aree urbane.  Allo stesso tempo – continua – gli orti urbani sono lo strumento per diffondere nuovi stili di vita e di consumo. Le più autorevoli testate giornalistiche nazionali li presentano come la strada per uscire dalla crisi, basandosi sulla logica della produzione per l’autoconsumo. Oltre all’aspetto economico, però, c’è il discorso del ritorno alla terra e della presa di coscienza degli effetti della grande distribuzione, che ha alterato la stagionalità e la qualità dei prodotti. Gli orti urbani – conclude – sono quindi il modo per consumare criticamente: un sistema basato sulla qualità, il biologico e il locale”.

 

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