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Antrace nell’eroina: massima allerta in Italia

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Eroina all’antrace: è stata attivata la “massima allerta” in Italia. Lo rende noto il Dipartimento politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del Consiglio sottolineando che la decisione, preventiva, è stata presa dopo aver ricevuto segnalazioni di 6 casi di antrace in Europa, tra cui 2 decessi, in consumatori di eroina per via iniettiva. I casi sono stati registrati in Germania, Danimarca, Francia e Scozia. Nessun legame al momento tra i 6 casi, né – precisa il Dpa – sono state registrate infezioni in Italia. Tuttavia – ha detto Giovanni Serpelloni, Capo del Dpa – considerata la concreta possibilità che stiano circolando sul territorio europeo partite di eroina contaminate con Bacillus anthracis e vista la rapidità con cui le sostanze stupefacenti possono essere commercializzate e raggiungere l’Italia, il Sistema di Allerta ha attivato una Allerta grado 3 (massima allerta) tra le strutture competenti in materia di protezione della salute pubblica e tra i laboratori e le Forze dell’Ordine. E’ di estrema importanza, infatti, che le strutture competenti prestino la massima attenzione ad eventuali infezioni da antrace, in particolare tra la popolazione dei consumatori di eroina, e attivino le adeguate misure preventive”.
 
L’allerta – prosegue il comunicato – ha raggiunto anche i laboratori che svolgono analisi di sostanze stupefacenti, invitando il personale ad adottare le necessarie misure di cautela nella gestione dei campioni. Oltre 50 casi di antrace erano stati registrati dal Sistema di Allerta tra il 2009 e il 2010 in Scozia, Inghilterra e in Germania. Anche in quel caso erano state diramate a livello nazionale informazioni e raccomandazioni per preservare la salute dei consumatori e degli operatori.
Tuttavia – ha detto Giovanni Serpelloni, Capo del Dpa – considerata la concreta possibilità che stiano circolando sul territorio europeo partite di eroina contaminate con Bacillus anthracis e vista la rapidità con cui le sostanze stupefacenti possono essere commercializzate e raggiungere l’Italia, il Sistema di Allerta ha attivato una Allerta grado 3 (massima allerta) tra le strutture competenti in materia di protezione della salute pubblica e tra i laboratori e le Forze dell’Ordine. E’ di estrema importanza, infatti, che le strutture competenti prestino la massima attenzione ad eventuali infezioni da antrace, in particolare tra la popolazione dei consumatori di eroina, e attivino le adeguate misure preventive”.
 
L’allerta – prosegue il comunicato – ha raggiunto anche i laboratori che svolgono analisi di sostanze stupefacenti, invitando il personale ad adottare le necessarie misure di cautela nella gestione dei campioni. Oltre 50 casi di antrace erano stati registrati dal Sistema di Allerta tra il 2009 e il 2010 in Scozia, Inghilterra e in Germania. Anche in quel caso erano state diramate a livello nazionale informazioni e raccomandazioni per preservare la salute dei consumatori e degli operatori.
Tuttavia – ha detto Giovanni Serpelloni, Capo del Dpa – considerata la concreta possibilità che stiano circolando sul territorio europeo partite di eroina contaminate con Bacillus anthracis e vista la rapidità con cui le sostanze stupefacenti possono essere commercializzate e raggiungere l’Italia, il Sistema di Allerta ha attivato una Allerta grado 3 (massima allerta) tra le strutture competenti in materia di protezione della salute pubblica e tra i laboratori e le Forze dell’Ordine. E’ di estrema importanza, infatti, che le strutture competenti prestino la massima attenzione ad eventuali infezioni da antrace, in particolare tra la popolazione dei consumatori di eroina, e attivino le adeguate misure preventive”.
 
L’allerta – prosegue il comunicato – ha raggiunto anche i laboratori che svolgono analisi di sostanze stupefacenti, invitando il personale ad adottare le necessarie misure di cautela nella gestione dei campioni. Oltre 50 casi di antrace erano stati registrati dal Sistema di Allerta tra il 2009 e il 2010 in Scozia, Inghilterra e in Germania. Anche in quel caso erano state diramate a livello nazionale informazioni e raccomandazioni per preservare la salute dei consumatori e degli operatori.  
Tuttavia – ha detto Giovanni Serpelloni, Capo del Dpa – considerata la concreta possibilità che stiano circolando sul territorio europeo partite di eroina contaminate con Bacillus anthracis e vista la rapidità con cui le sostanze stupefacenti possono essere commercializzate e raggiungere l’Italia, il Sistema di Allerta ha attivato una Allerta grado 3 (massima allerta) tra le strutture competenti in materia di protezione della salute pubblica e tra i laboratori e le Forze dell’Ordine. E’ di estrema importanza, infatti, che le strutture competenti prestino la massima attenzione ad eventuali infezioni da antrace, in particolare tra la popolazione dei consumatori di eroina, e attivino le adeguate misure preventive”.
 
L’allerta – prosegue il comunicato – ha raggiunto anche i laboratori che svolgono analisi di sostanze stupefacenti, invitando il personale ad adottare le necessarie misure di cautela nella gestione dei campioni. Oltre 50 casi di antrace erano stati registrati dal Sistema di Allerta tra il 2009 e il 2010 in Scozia, Inghilterra e in Germania. Anche in quel caso erano state diramate a livello nazionale informazioni e raccomandazioni per preservare la salute dei consumatori e degli operatori.  
 

Tuttavia – ha detto Giovanni Serpelloni, Capo del Dpa – considerata la concreta possibilità che stiano circolando sul territorio europeo partite di eroina contaminate con Bacillus anthracis e vista la rapidità con cui le sostanze stupefacenti possono essere commercializzate e raggiungere l’Italia, il Sistema di Allerta ha attivato una Allerta grado 3 (massima allerta) tra le strutture competenti in materia di protezione della salute pubblica e tra i laboratori e le Forze dell’Ordine. E’ di estrema importanza, infatti, che le strutture competenti prestino la massima attenzione ad eventuali infezioni da antrace, in particolare tra la popolazione dei consumatori di eroina, e attivino le adeguate misure preventive”.
 
L’allerta – prosegue il comunicato – ha raggiunto anche i laboratori che svolgono analisi di sostanze stupefacenti, invitando il personale ad adottare le necessarie misure di cautela nella gestione dei campioni. Oltre 50 casi di antrace erano stati registrati dal Sistema di Allerta tra il 2009 e il 2010 in Scozia, Inghilterra e in  Germania. Anche in quel caso erano state diramate a livello nazionale informazioni e raccomandazioni per preservare la salute dei consumatori e degli operatori (Fonte Ansa)
 

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