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“Felitti e il Rifugio sono puliti”

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Pubblichiamo di seguito la nota dei legali di Romeo Felitti, nei confronti del quale l’11 luglio era stato disposto il sequestro di beni ritenuti essere “provento di attività illecita”. Il Tribunale del Riesame di Potenza ha disposto l’annullamento della misura. “I beni sono stati acquisiti in modo legittimo e trasparente”

Romeo Felitti e la Rifugio S.r.l. hanno acquistato beni e accumulato ricchezze in modo legittimo e trasparente”. Dopo il provvedimento del 11 luglio 2012 con cui il Tribunale, accogliendo la richiesta del pm Basentini sulla base dei rapporti prodotti dai R.O.S. capeggiati dal tenente Michele Ciriello, disponeva il sequestro dell’immobile e delle autovetture della Rifugio S.r.l. e di due appartamenti a Maratea, il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dal nucleo familiare di Felitti in cui si dimostrava minuziosamente mediante documenti pubblici, fotografie e tabelle, l’accumulazione legittima dei beni considerati “frutto di redditi illeciti” oltre ad evidenziare imbarazzanti errori nell’informativa dei Reparto Operativo Speciale, informativa costituita da oltre 700 pagine nella quale compaiono errori di calcolo e di valutazione per ben 228mila euro. Uno su tutti è l’aver scambiato la vendita di un ramo d’azienda come acquisto, facendo impennare la contestata sperequazione di ben 72mila euro. Leggendo il provvedimento redatto dai Ros si evincono altri errori, come quello di attribuire al patrimonio personale di Felitti e della sua famiglia le autovetture aziendali acquistate nell’arco di 10 anni tutte patrimonializzate e ammortizzate all’interno della società e quindi non confrontabili con la loro dichiarazione dei redditi. Ma la cosa che lascia più perplessi è come mai i Ros dopo aver svolto circa 8 mesi di indagini e consultato i documenti comunali e le relative concessioni edilizie abbiano attribuito l’edificazione del ristorante “Il Rifugio” nell’arco temporale che va dal 2006 fino al 2010 quando è incontestabile che l’immobile è presente da ben oltre 30 anni e ristrutturato circa 17 anni fa.
Tutto questo è stato dimostrato ampiamente da Romeo Felitti e dai suoi avvocati Gaetano Basile e Armando Macrillò con la preziosa collaborazione dell’avvocato Felitti Emanuela. Ieri (giovedi 2 agosto ndr) il collegio composto dai magistrati Del Vecchio, Petraccone e Catena hanno annullato il decreto di sequestro richiesto dal PM Basentini. Di fatto non è stata nient’altro che la riconferma per la terza volta dell’estraneità di Romeo Felitti nell’inchiesta Iena 2;  infatti nel 2004 e nel 2005 si erano già espressi il Tribunale del Riesame e la Cassazione dichiarando che non esistevano indizi di colpevolezza volti a sorreggere le richieste di misura cautelare personale. A festeggiare sono soprattutto i 12 dipendenti che lavorano presso le attività del nucleo familiare di Felitti Romeo”
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