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Rifiuti, nuovo centro di compostaggio a Venosa

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Dopo l’ampliamento della discarica di Sant’Arcangelo di Località Frontoni di altri 100mila metri cubi che portano la capienza finale a oltre 200mila metri cubi di rifiuti, le due discariche previste a Melfi in località Accovatura e località Leonessa(200mila mc in totale), la Ola segnala la pubblicazione dell’avviso pubblico per la realizzazione di un impianto di compostaggio della frazione umida dei RSU in località Notarchirico di Venosa, finalizzato al rilascio del parere VIA / AIA ai sensi delle normative vigenti.

La piattaforma e centro di compostaggio di Venosa è annesso all’esistente discarica di località Notarchirico già oggetto di 
ampliamento, nelle cui vicinanze vi è l’omonima area archeologica candidata a divenire sito Unesco. Il nuovo impianto di compostaggio di Venosa ha una capacità di trattamento pari a 18mila tonnellate all’anno e vede come proponente 
il Comune di Venosa. Non si conosce al momento la specificità tecnica dell’impianto, ovvero se dovrà produrre compost verde di qualità da destinare all’agricoltura oppure compost grigio, ovvero la frazione residua destinata alla colmatura delle discariche e risultante dalla separazione delle frazioni secche ad alto contenuto calorico da destinare all’inceneritore Fenice.

Su questo aspetto fondamentale la Ola fa rilevare l’esistenza di un progetto regionale redatto dalla Sogesid SpA che prevede appunto l’incenerimento della frazione secca derivante dai centri di compostaggio/produzione di CSS-CDR con il rischio che il processo virtuso della raccolta differenziata venga vanificato attraverso un processo dispendioso, costoso ed impattante sull’ambiente e la salute, finalizzato cioè a bruciare i rifiuti presso l’inceneritore Fenice, i cementifici e le finte centrali a biomassa, a tutto vantaggio del business dell’impiantistica degli inceneritori e dei trasportatori del tour della monnezza in Basilicata.

Sul progetto, la Ola effettuerà i dovuti approfondimenti tecnici e presenterà le proprie osservazioni entro il termine di 60 giorni fissato dall’avviso pubblico. 

 

Ola, Organizzazione Lucana ambientalista

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