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In manette l’assessore all’Immigrazione

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 Volevano ‘convincerlo’ a confessare il furto di un mezzo agricolo  subito dall’assessore Paradiso

Secondo quanto riferito dai carabinieri che hanno effettuato l’arresto dei due uomini, il romeno è stato sequestrato e portato in un luogo appartato, un capannone fuori dal centro abitato di Palazzo San Gervasio. I due gli avrebbero stretto una catena intorno al collo collegata poi ad una carrucola elevatrice così da costringerlo a toccare il pavimento con la sola punta dei piedi per non rimanere soffocato. Il romeno nel frattempo è stato colpito più volte con una spranga di ferro. La vittima è stata rilasciata dopo un’ora. L’assessore Antonio Paradiso e il suo complice, F.G. 43enne, lo avrebbero picchiato per convincerlo a confessare il furto di un mezzo agricolo subito a metà agosto dalll’assessore comunale all’Immigrazione. Il romeno dopo essere stato liberato si è recato in ospedale per farsi medicare le numerose ferite riportate denunciando dunque l’aggressione. Le indagini, avviate dai carabinieri di Venosa e coordinate dal capitano Vincenzo Varriale, hanno consentito di raccogliere una serie di gravi indizi di colpevolezza a carico di Antonio Paradiso e del suo complice. E così all’alba di questa mattina, venerdì 28 settembre, per entrambi sono scattate le manette. I catabinieri hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della custodia cautelare emessa dal gip presso il tribunale di Melfi (Pz), nei confronti dell’assessore all’Immigrazione del comune di Palazzo San Gervasio, Antonio Paradiso e dell’altro uomo. I reati contestati sono sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato (per il quale è prevista una pena fino a 30 anni), violenza privata aggravata, lesioni personali aggravate, minaccia aggravata continuata.

 

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