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Gli “Alienati” di Verova in appendice agli scatti di Ron Galella foto

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Fotografia e origini muresi: è quanto accomuna il celebre Ronald Edward Galella (New York, 10 gennaio 1931) al giovane Filippo Verova (Muro Lucano 1974). L’uno: fotografo italo-americano, considerato il paparazzo più famoso al mondo e un pioniere del genere, ben noto per aver immortalato numerose celebrità del luminoso star system hollywoodiano. Più di 3milioni di fotografie in 40 anni di carriera gli son valse numerosi appellativi tra cui “Paparazzo Extraordinaire” per il Newsweek, “Godfather of U.S. paparazzi culture” per Time e Vanity Fair. L’altro: dottore in Scienze Forestali, appassionato di arti grafiche e plastiche, studioso ed indagatore delle tecniche fotografiche, di sviluppo e di stampa. Una ricerca che, attraverso molteplici esposizioni e vari concorsi in cui si fa notare, spazia: dall’analogico al digitale, dalla foto ritrattistica alla fotografia concettuale, dalla fotografia macro e naturalistica fino al fotoreportage.

L’occasione per vederli insieme è la mostra esposta dal 5 ottobre al 30 novembre 2012 nei locali della Fondazione ‘Giorgio Amendola’ di Torino, in collaborazione con il Circolo dei Lucani in Piemonte. Appendici al grande omaggio reso al re dei paparazzi le collaterali esposizioni di giovani e promettenti fotografi: i piemontesi Renzo Andorno e Pino Falanga e, per l’appunto, il lucano Filippo Verova che presenta al pubblico “Alienati ed altri strani pred-attori” una serie di scatti sul tema dell’alienazione. Personaggi che sembrano usciti da Alice nel paese delle meraviglie e Arancia Meccanica; surreali e fiabeschi manifestano inquietudine negli occhi cerchiati di nero, nei visi di cera pallidi; insoddisfatti della società in cui vivono esprimono la condizione di disadattamento muovendosi in scenari decadenti alla ricerca di un mondo ideale: evocativi della complessa e dolente contemporaneità fanno da ‘stridente’ contraltare ai sorridenti volti dei divi del cinema, all’esuberanza di istanti ‘rubati’ di una patinata vita da star, alle atmosfere magiche eppure ben ancorate alla (quella) realtà che l’occhio scaltro di Ron Galella ha saputo cogliere al volo.

Scatti che rappresentano il frutto di un lavoro lungo ben 8 mesi in cui Verova scende ad indagare la “condizione psicologica dell’uomo che consiste nel progressivo estraniarsi dalla società industriale moderna”: per farlo si affida a Mr Perbene e al suo gruppo di amici che vestono abiti anacronistici, non nascondono un certo voyeurismo e sono immersi nella ‘loro’ realtà tra gli scorci diroccati di Craco, Muro Lucano e Romagnano al Monte. “Un viaggio – spiega Verova – nella mente umana e anche nel tempo nel tentativo di ricercare un mondo ideale, atemporale e scevro da velleità di emancipazione. Una fuga dal mondo moder­no e dai messaggi di massa che ogni giorno ci bombardano attraverso i media per ritrovarsi in luoghi che, seppur decadenti e disabitati, diventano un’oasi dove rifugiarsi e praticare ‘Piccoli giochi innocenti’”.

Si sono divertiti a farsi immortalare negli scatti del fotografo Gabriele Russillo (Mr Perbene) e Danilo Vignola degli Ethn’n’roll, unitamente ad altri cari amici. Stretto è anche il rapporto che lega Verova al presidente della Fondazione ‘Giorgio Amendola’, Prospero Cerabona, originario di Sant’Arcangelo, “come un padre” per lui, e a suo figlio, il Presidente della Associazione Lucana in Piemonte ‘Carlo Levi’ di Torino, Domenico Cerabona. Un’amicizia coltivata negli anni apripista per una serie di collaborazioni nell’ambito delle attività organizzate dalla Fondazione. Mentre ben più che amico o padre, bensì maestro, Filippo considera certamente Ron Galella. Incontrato personalmente, e in più occasioni, Verova rivela questo divertente scambio di battute: “una sera, dopo cena, lui si addormentò col capo sul tavolo. Gli scattai una foto e sua moglie, Miss Betty, mi disse:” What are you doing?” e io ” He is a paparazzo, I am his paparazzo!”. Tra i prossimi progetti in cantiere per Verova c’è una mostra a Londra e una a Matera.

 

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