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Giovani, opportunità nell’edilizia

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Maggiori possibilità di occupazione per i giovani in edilizia rispetto agli altri settori; reddito mensile, in media, più elevato in confronto a quello dei coetanei impiegati in altri comparti; un lavoro più stabile in quanto nelle costruzioni sono meno diffusi i contratti a tempo determinato: sono gli elementi principali e per alcuni aspetti poco conosciuti che emergono dall’indagine “Giovani e costruzioni” realizzata dal Cresme per il Formedil (Ente nazionale per la formazione e l’addestramento in edilizia), che nel triennio 2009-2011 ha formato, attraverso circa 33 mila corsi (alcune centinaia in Basilicata), oltre 385 mila allievi (2-3 mila in Basilicata), il 20% degli occupati medi nel settore.

“Ci sono indicazioni importanti – commenta Domenico Palma, segretario regionale Feneal-Uil – per lanciare un messaggio ai giovani a rivolgersi con un atteggiamento di maggiore disponibilità all’edilizia che, sebbene in forte crisi, sembra ancora offrire maggiori possibilità di occupazione rispetto agli altri settori e un lavoro con salari medi superiori e contratti più stabili di quelli che si possono ottenere altrove”.

Secondo l’indagine, nelle costruzioni si concentra circa il 12% di tutta l’occupazione compresa nella fascia di età tra i 15 e i 24 anni – un’incidenza tra le più elevate nel panorama dei principali Paesi europei (la media UE è dell’8%) – e un quinto di tutte le imprese giovanili in Italia; un giovane  dipendente nelle costruzioni percepisce, in media, un reddito mensile più elevato rispetto a quello dei coetanei impiegati in altri settori. Lo stipendio mensile medio è pari al 79% del reddito medio del settore, una percentuale decisamente superiore sia alla media di tutta l’economia (68%), sia a quanto si osserva nel settore industriale (73%). Ancora, il tasso di imprenditorialità giovanile, ovvero la quota di imprese la cui percentuale di partecipazione di giovani fino a 34 anni è superiore al 50%, le costruzioni mostrano, in effetti, i valori  più elevati. Alla fine del 2011, secondo i dati delle Camere di Commercio, erano quasi 132 mila le imprese giovanili attive nelle costruzioni, il 16% del totale del settore e oltre un quinto (il 21%) di tutte le imprese giovanili in Italia. Il tasso è pari al 12,8% per i servizi; all’8,2% per l’industria; al 7,4% per l’agricoltura.

“Se negli ultimi 4 anni la concomitanza dell’inversione del ciclo edilizio e della crisi economica ha causato, per il settore, una crisi senza precedenti che ha comportato tra i più giovani la perdita di quasi 50 mila posti di lavoro (il 27% dell’occupazione del 2008) – sottolinea Palma –  le attività di costruzione specializzate hanno mostrato una tenuta maggiore. Il settore si sta infatti orientando sempre di più sull’attività di rinnovo e di riqualificazione, specialmente in chiave energetica, con la componente di imprese specializzate, in particolare installatori e impiantisti, che, anche grazie allo sviluppo delle energy technology (si pensi al boom di installazioni fotovoltaiche), ha subito meno l’impatto della crisi, e ha registrato, anche per questo, una flessione molto meno marcata dell’occupazione (anche giovanile). È in questa chiave che bisogna leggere la collocazione dei giovani, che risultano attivi per la stragrande maggioranza, sia in termini occupazionali che imprenditoriali, nell’ambito di lavori edili specializzati che rappresentano il 69% dell’occupazione e il 74% delle imprese giovanili. Si tratta di finitura e completamento degli edifici, installazione di impianti o lavori di isolamento di edifici o parti di essi, attività che, da un lato, richiedono alle imprese uno start-up meno oneroso e competenze o attrezzature specifiche, dall’altro, offrono ai più giovani migliori opportunità.

Le prospettive di occupazione giovanile sono legati in particolare a nuovi indirizzi di formazione: energy technology, energie rinnovabili, risparmio energetico, bioedilizia, sostenibilità, nuovi mercati nel settore pubblico, di internazionalizzazione, innovazione tecnologica, nei materiali, nelle tecniche di costruzione, nella progettazione sono gli ambiti che potranno generare nuove opportunità di rilancio per il settore.
In questo contesto un ruolo fondamentale dovrà essere svolto dagli enti di formazione, che sono chiamati a tenere il passo con il cambiamento e a preparare i più giovani all’ingresso nella professione con un ruolo da protagonisti.

Una novità a cui dobbiamo guardare con attenzione – aggiunge il segretario Feneal – è la Borsa Lavoro per operai e tecnici. Il progetto si basa su un portale web (www.blen.it) nel quale inserire i curricula dei lavoratori e pubblicare le offerte delle imprese allo scopo di facilitare l’incontro tra le parti e su una serie di sportelli distribuiti sul territorio, per l’assistenza ai cittadini e alle imprese. Ad oggi, il progetto è nella fase sperimentale (anche in alcune città del Sud tra cui Salerno, Foggia, Taranto, Reggio Calabria) che precede la messa a regime su tutto il territorio nazionale. Alla sperimentazione sta partecipando attivamente un primo gruppo di Scuole Edili che hanno deciso di aderire al progetto attraverso una propria candidatura sostenuta dall’accordo delle parti sociali territorialmente competenti. Secondo Palma “è necessario accelerare i tempi per l’adesione al progetto delle Scuole Edili di Potenza e di Matera”. 

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