Arte sacra dalla Russia a Maratea foto

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Palazzo De Lieto, nel cuore del borgo antico, ospita una interessante esposizione di dipinti su legno di carattere religioso


 



Si celebra anche in Basilicata l’Anno della cultura e della lingua italiana in Russia e della cultura e della lingua russa in Italia, proclamato in accordo tra le due nazioni allo scopo di promuovere una migliore conoscenza dei rispettivi patrimoni culturali. Il calendario delle manifestazioni e degli eventi, al quale hanno lavorato i Coordinatori incaricati dai rispettivi Governi, i Professori Urbani e Shvidkoy, racchiude (per tutto il 2011 ed oltre) oltre mille iniziative, tra mostre, concerti, festival teatrali, organizzate grazie alla collaborazione tra più di cinquanta istituzioni pubbliche e private.


A Maratea il Museo Palazzo De Lieto, in collaborazione con il Museo-Riserva Statale storico, architettonico ed etnografico di Kiži, propone la mostra “I Cieli dello Zaonežie”, una raccolta di icone da soffitto realizzate nei secoli XVII-XIX per le chiese e cappelle lignee che si trovano nella regione dello Zaonežie sul lago Onega, nel nord-ovest della Russia.



Kiži è un’isola situata nel lago Onega, nella regione della Carelia, caratterizzata da un insieme di chiese in legno, cappelle e case. Tra le destinazioni turistiche più famose della Russia, è stata proclamata dall’Unesco, sito Patrimonio dell’Umanità proprio per le particolari strutture architettoniche presenti, costruite senza chiodi o altri metalli di giuntura.



Quelle presentate a Maratea sono pitture da soffitto originali provenienti da otto tempi lignei della Carelia, scelte tra le 285 opere facenti parte della collezione del Museo di Kiži, aperto dalle autorità sovietiche nel 1960. È possibile ammirare icone dalle forme più particolari, da quelle radiali ai medaglioni ai pennacchi, gran parte delle quali non è mai stata esposta al pubblico in precedenza.



Le composizioni iconografiche sui soffitti delle chiese nordiche si diffusero a partire dalla fine del Seicento, prendendo come modello le decorazioni delle chiese in muratura della Russia antica, a loro volta ispirate da Bisanzio. L’icona rotonda di legno (medaglione) era circondata da 8/16 icone radiali trapezoidali (faccette), formando così il soffitto piramidale. Questa tipologia di costruzione del soffitto ricevette il nome di “Cielo”.



Il concetto principale dell’iconografia dei “Cieli” consiste nella celebrazione del Creatore da parte dei santi e dei membri della gerarchia celeste: cherubini, serafini, arcangeli, angeli, patriarchi, profeti. Il Creatore veniva rappresentato con le sembianze tipiche del mondo bizantino all’interno della parte concava della volta, mentre i suoi servitori, esecutori della volontà divina nel mondo terrestre, occupavano le icone radiali.



La mostra “I Cieli dello Zaonežie”, visitabile fino al 30 settembre e già esposta nel 2010 al Museo di Storia della Religione di San Pietroburgo, è composta da una selezione di 30 addobbi da soffitto, che svelano il mondo della comunicazione spirituale dei cristiani ortodossi con le figure del Salvatore, della Madre di Dio e dei santi.

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