Basilicata24 - Il quotidiano online di inchieste, approfondimenti e notizie di politica, cronaca, economia, cultura, ambiente, sport - Il quotidiano online della Basilicata dedicato a notizie di politica, cronaca, economia, cultura, sport

Mare insaziabile foto

Più informazioni su

Proponiamo un estratto dell’inchiesta pubblicata su “Basilicata24” in edicola da sabato 10 dicembre


Una pineta smembrata e un’area lido a strapiombo sul mare. Sono gli effetti dell’erosione che da qualche anno sta divorando la spiaggia Terzo Madonna di Scanzano. Siamo a due passi dalla foce del fiume Agri e ad un chilometro dal porto di Marinagri. E il mare sta avanzando senza tregua. Se invece ti sposti dal lato di Policoro, dall’altra parte del braccio portuale, lo scenario è completamente diverso. La spiaggia è ampia e colorata e anche il mare sembra più chiaro. La differenza è abissale


L’occhio non inganna: erosione sotto flutto. Ciò che balza agli occhi potrebbe essere un segnale chiaro. E cioè l’erosione costiera che in tanti si attendevano sotto flutto del più famoso porto turistico lucano. Troppe le analogie con quanto avvenuto anche a Metaponto, a ridosso del Porto degli Argonauti. Sono ancora pochi, invece, gli studi e gli approfondimenti scientifici su queste microaree in preda all’improvviso avanzamento del mare. Qualcosa però inizia a muoversi.


Il professor Spilotro: “La spiaggia è arretrata all’improvviso: è un chiaro segnale”


Il professor Giuseppe Spilotro, che insegna al dipartimento Geologia applicata dell’Università di Basilicata, lo scorso anno, dopo un convegno sull’erosione, decide di recarsi personalmente sulla spiaggia di Terzo Madonna. “Ho scoperto che il tratto di spiaggia sotto flutto del porto Marinagri è arretrato in modo violento e improvviso – spiega Spilotro”. Ma c’è di più. “A Scanzano non c’era un preesistente stato erosivo”, sottolinea. Un dettaglio non da poco, questo. Che avvalorerebbe una tesi. Cioè, “gli effetti del Porto di Marinagri” sull’area che si trova sotto flutto, cioè la spiaggia Terzo Madonna. Eppure già 10 anni fa si immaginava cosa sarebbe potuto accadere. Al punto che, prima di approvare una delibera che dava l’ok ai due porti (Marinagri e Argonauti) la Regione Basilicata, in un’apposita Variante al Piano Paesistico del Metapontino, aveva previsto una specifica clausola fidejussoria da chiedere al privato. Una garanzia che serviva proprio per compensare eventuali danni alla costa. Ad oggi, però, non si sa se quelle clausole siano state rispettate. Ma intanto si vedono i primi effetti.


“Ho fatto dei lavori per ripulire la spiaggia. Il mare si sta mangiato la pineta”


“Prima dal piazzale ce ne voleva per arrivare al mare, ora sono due passi”. Gino Panetta, con la sua ditta di movimento terra, a maggio di quest’anno ha fatto dei lavori per ripulire la spiaggia di Terzo Madonna ”da erbacce e tronchi”. Per lui non ci sono dubbi: “Da due anni il mare sta avanzando troppo e sta distruggendo la pinetina. “I proprietari dei lidi si lamentano – ci dice Gino – La spiaggia a loro disposizione è sempre meno”.


Passarelli: “Eliminiamo la causa, i bracci portuali”


“E’ evidente anche qui, sotto Marinagri, cosa sta accadendo. Ci sono le stesse correnti e lo stesso avanzamento del mare che registriamo a Metaponto”. Secondo Pino Passarelli, di ‘sos costa jonica’, anche il privato conosceva bene il problema. “In una mappa aerea ricavata da Basilicatanet – spiega – si vede bene che all’interno del porto sono stati creati 3 pennelli e delle barriere frangiflutto. Sono una chiara protezione eretta contro l’avanzamento del mare”. E aggiunge: “Adesso la Regione sta buttando i soldi per arginare l’erosione a Metaponto, tra poco li spenderà, inutilmente, anche qui a Terzo Madonna”, Passarelli conclude con una provocazione: “Chiediamo che si agisca semplicemente sulla causa, e cioè eliminando i ‘bracci portuali’”.


Il vicesindaco: “La spiaggia arretra, ma non è colpa di nessuno”


“Sto verificando con i miei occhi: la spiaggia a Terzo Madonna sta arretrando vistosamente”: questa l’amara constatazione del vicesindaco di Scanzano, Sante Pantano. Che non addebita però, nessuna responsabilità al braccio portuale. “Non posso attribuire colpe a nessuno – afferma – Posso solo constatare ciò che sta accadendo”. Nessuna responsabilità neanche per i politici che hanno consentito si costruisse il Porto. “I pareri di impatto ambientale spettano ai tecnici, non ai politici”, sostiene Pantano. Giù le mani da politici e dirigenti lucani, quindi. Anche perché, conclude, “abbiamo visto come è andata a finire l’inchiesta su Marinagri”.


“L’effetto Marinagri? Aver creato una Rimini del Sud”


Per Pino Mele, di No Scorie International, l’effetto Marinagri è un altro. Non c’entra con l’erosione. Ma con l’aver “permesso che si costruisse fin sull’alveo dell’Agri”. Pino, in generale, è contrario “ai villaggi turistici, alla cementificazione selvaggia: a questa Rimini del Sud”. Eppure è proprio questo, a suo avviso, “il modello su cui sta puntando l’Amministrazione di Policoro”. L’effetto Marinagri, dal suo punto di vista, sta nell’aver “compromesso” le altre opportunità turistiche. Pino sogna il Parco della Maremma toscana. Sogna “quel tipo” di turismo sostenibile. “Ci troviamo in una zona molto vocata all’agricoltura biologica– osserva – E a ciò si poteva unire l’ospitalità rurale”. Una sorta di “agriturismo diffuso sul territorio”. Una dimensione bucolica da contrapporre al megaresidence.



 

Più informazioni su