San Carlo: il mistero della chiusura di neonatologia

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    “La salute è un diritto universale” ma, a quanto pare, non dei piccoli bambini lucani. Alla proficua e tanto pubblicizzata convenzione con l’ospedale Bambin Gesù di Roma, si contrappone la chiusura definitiva, lo scorso giugno, del reparto di neonatologia del San Carlo. Da due mesi, infatti, i neonati lucani prematuri o con patologie naonatali vengono assistiti e curati negli ospedali pugliesi di Bari e Foggia. Come può l’ospedale di un capoluogo tentare di progredire nella ricerca scientifica se non è in grado di offrire servizi sanitari essenziali, come una semplice incubatrice? Come può un’ospedale dire ad una madre che ha appena partorito di dover trasferire il proprio bimbo in un altro ospedale per avere le cure necessarie dopo la nascita? L’aspetto sconcertante è il silenzio del San Carlo e della Direzione Sanitaria sulle motivazioni che hanno indotto tale scelta. Si parla di carenza di personale, di strutture, di ristrettezza di risorse economiche, ma nulla di ufficiale! E’ mai possibile che anche la sanità, il diritto alla salute debbano essere sottomessi alla dura legge economica dei numeri e del pareggio ricavi/costi? Se di economia si tratta perchè non si ricercano le cause reali di tali inefficienze? Perchè il popolo lucano deve puntualmente rinunciare a qualcosa? Forse per le piccole dimensioni della regione cui appartiene o per la cattiva amministrazione/gestione. Casa del Consumatore Basilicata chiede all’Assessore Martorano ed al Sindaco Santarsiero di impegnarsi affinchè venga fatta chiarezza sulla chiusura del reparto di neonatologia del San Carlo e si attuino le dovute azioni correttive per la risoluzione del problema. La Direzione Sanitaria e gli Enti di competenza non possono nascondersi, sempre, dietro il silenzio, occorre trasparenza e rispetto perchè si parla di salute, un diritto umano.

    Marirosa Gallicchio Segretario regionale Casa del Consumatore Basilicata 

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