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Malattie del pancreas, collaborazione tra Potenza e Verona

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E’ stata rinnovata la convenzione tra il San Carlo di Potenza ed il Policlinico di Verona per le attività sul pancreas  dopo una due giorni in cui Claudio Bassi, primario di chirurgia generale all’Istituto del Pancreas del centro veneto, coadiuvato dal suo primo aiuto, Roberto Salvia, hanno lavorato con l’equipe pancreas potentina sia in sala operatoria che in reparto per affrontare i casi urgenti sui quali si erano già confrontati in precedenza in teleconferenza. A renderlo noto il direttore generale del San Carlo Giampiero Maruggi nel corso di una conferenza stampa mentre il professor Bassi ha manifestato vivo apprezzamento per la qualità logistica e tecnologica del nosocomio lucano riconoscendo come  “appropriata” la scelta di partenariato. Con una domanda sempre crescente di pazienti ed utenze che oramai arrivano anche dall’estero, infatti, Verona si conferma uno dei poli d’eccellenza mondiale per la ricerca sul tumore al pancreas e tutte le attività ad esso connesse. “Abbiamo bisogno di vedere-ha spiegato Bassi – se i progressi conseguiti a Verona, di tecniche operatorie, di farmaci sperimentali, di nuovi protocolli funzionano anche in altri contesti. La vera sfida della scienza è la ripetibilità. Al primo posto noi mettiamo sempre il paziente.” Un apporto specifico alla ricerca proverrà dalla disponibilità dei materiali biologici dei pazienti. Lo studio del genoma è la nuova frontiera della cancrogenesi.  “Molti casi arrivano a Verona – ha detto –  in ultima istanza. Medici di grandi ospedali coscienziosamente mandano i pazienti da noi per assicurare loro la migliore chance ma a diagnosi già effettuata mancano elementi fondamentali per un’analisi epidemiologica che poi deve essere svolta su campioni consistenti ed omogenei”. Oggi si parla di patologie techno-related, cioè di tumori che vengono diagnosticati oggi perché la diagnostica per immagini ha fatto progressi straordinari. Infine stando alle cifre è stato evidenziato che i sedici interventi effettuati l’anno scorso di resezione del pancreas costituiscono la soglia minima per l’eccellenza nel campo e una casistica elevata moltiplica per cinque le possibilità di sopravvivenza. In Italia sono soltanto venti gli ospedali che superano questa soglia, compreso il San Carlo.

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