Le donne, da lavandaie a perpetue in attesa del contratto

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    Le donne del Pd sono scomparse dalla scena. Affossate nel silenzio della campagna elettorale. Alcune ritirate nel cerchio dell’ignavia, altre accovacciate nel limbo dell’attesa. Un’ecatombe democratica di genere, una tragedia che ha trucidato l’opinione femminile nel dibattito pubblico interno ed esterno al Partito Democratico. Un consiglio regionale senza alcuna rappresentanza femminile è paradossale, kafkiano. Un vuoto che racconta molte verità sull’apparenza di una politica ipocrita al servizio di un potere maschile incapace di esprimere una qualità di governo e di rappresentanza. Le “lavandaie” del Pd dopo aver lavato i panni sporchi si sono affidate, come perpetue, all’uno o all’altro potente in lizza. C’è chi non ha digerito certe scelte, ha protestato, ha lottato e pagato. Altre hanno preferito accontentarsi degli oboli per le loro noiose e inutili battaglie a difesa delle donne. Altre ancora si sono accontentate delle promesse di future poltrone, peggio dei maschi peggiori. Strumentalizzate per le elezioni politiche, queste donne hanno accettato di chinare la testa nelle trattative per le liste nella competizione del 17 e 18 novembre. La verità è che le loro assemblee, fintamente partecipate, abbuffate da slogan pomposi e inutili, hanno favorito esclusivamente il macho che comanda. Un cambiamento nel Pd poteva verificarsi, esclusivamente al femminile. Altro che maschietti vanitosi che credono persino alle bugie che raccontano. Mai come in questo momento c’è stato bisogno di un’antropologia femminile per innescare mutamenti radicali nella politica e nella società civile. Abbiamo necessità di donne vere, però, non di lavandaie pronte a farsi assumere come perpetue. Le primarie senza donne, elezioni senza donne. Non dite che la responsabilità è degli uomini. Loro non aspettano altro. La responsabilità è vostra, esclusivamente vostra. La mia critica è rivolta alle donne di tutti gli schieramenti politici. Uso il Pd per spiegarmi, ma negli altri partiti e movimenti assistiamo alla stessa sceneggiata. Datevi una mossa.

     

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