All’asta i sacrifici di una vita

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    Dopodomani scade il termine per la presentazione delle domande di assegnazione in concessione di terreni agricoli di proprietà della Regione Basilicata, costituenti le foreste regionali, approvato con Determinazione dirigenziale n°180 del 03.09.2014 e pubblicato sul BUR n°36 del 16.09.2014, nei comuni di Brindisi Montagna, Atella e Pomarico. Si tratta di terreni su cui da anni vivono e lavorano diverse famiglie, tra cui quelle in località Foresta Grancia, nel territorio di Brindisi Montagna. Vivono di quell’agricoltura tanto decantata, quella che si urla di voler sostenere e rilanciare; con il loro lavoro e la loro presenza presidiano il territorio, lo tengono “vivo”, ne coltivano i terreni e ne rivitalizzano i pascoli, allevano gli animali e, così, non abbandonano la campagna. Ninetta, Vito, Rosa, Antonio, e tutti gli altri che, come loro, si sono visti piombare addosso questo macigno: il criterio dell’offerta economica più alta, a cui, poi, aggiungere il punteggio, faticosamente guadagnato facendo l’imprenditore agricolo, il coltivatore diretto o lavorando in cooperativa sociale. Una vita di lavoro, per la Regione Basilicata, vale 5 punti. Ma se costoro non dovessero riuscire ad offrire il miglior prezzo, non avessero i mezzi per accaparrarsi i prossimi 6 anni di affitto di questi terreni su cui vivono e lavorano da sempre? Cosa ne sarebbe dei loro sacrifici, del loro futuro e del loro presente? Se, per assurdo, ma come pure avviene nei paesi più poveri del mondo, il miglior offerente fosse una di quelle famigerate multinazionali dell’agricoltura, che tolgono la terra ai contadini per coltivare intensivamente tutt’altro? Cosa ne sarebbe di queste persone? La Regione Basilicata, evidentemente, è troppo impegnata a barattare con Renzi quei quattro spiccioli petroliferi, a svendere terra, aria, acqua e salute, per mettere in campo dei procedimenti sensati, che tengano conto delle persone, delle vite umane, del lavoro e della tutela del territorio. Di quella piccola e quotidiana manutenzione che costoro garantiscono, GRATIS, da anni, e che fior fior di esperti e consulenti e politici di basso rango non sanno neanche cosa significhi. O forse dobbiamo, malignamente, pensare che, dato il via libera alle perforazioni accordato dal TAR una ventina di giorni fa anche nell’area circostante i territori interessati dal bando, questo provvedimento sia propedeutico a fare diventare questa una “zona franca”, libera da potenziali “comitatini”, per allestirvi la nuova tragedia del petrolio che la Regione, MUTA, sta forse sceneggiando? Utilizzando il famoso “pessimismo dell’intelligenza”, crediamo proprio che il nostro interrogativo resterà senza risposta, ma con tanto “ottimismo della volontà”, di certo non assisteremo inerti a questo ennesimo atto di insolenza di una Regione che, ormai, rappresenta solo se stessa e i suoi notabili, e abbandona, anzi, fustiga, non appena può, i suoi abitanti. Maria Antonietta Larocca consigliere comunale di minoranza – Brindisi Montagna

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