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Morte in sala operatoria, anche il presidente Pittella sapeva foto

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    Lo avevamo già scritto. Adesso abbiamo un riscontro. Pubblichiamo uno stralcio della lettera, riservata, inviata da un cardiochirurgo del San Carlo di Potenza al presidente della Regione Basilicata. Nel testo l’autore fa riferimento alla morte di una paziente in sala operatoria.

    Nella lettera è scritto: “Valutiamo chi è il primario: come mai non fa le urgenze? Anzi, per la precisione, di urgenze ne ha fatte una soltanto, ma solo perché l’intervento da elettivo è diventato urgente (quello di P.E., morta in modo misterioso…, sulla quale non mi ha dato mai spiegazioni e qui mi fermo, perché tutti parlano di come è morta la paziente e ne abbiamo parlato anche tra noi, d’altronde, Lei, è un medico).” 

    La lettera è stata regolarmente protocollata alcuni mesi prima che Basilicata24, il 29 agosto scorso, pubblicasse l’audio che ha scatenato la bufera sull’ospedale potentino. La Regione soltanto alcuni giorni dopo, precisamente il 3 settembre, dispone un’indagine ispettiva interna nominando una Commissione ad hoc per capire che cosa sia accaduto il 28 maggio 2013, il giorno in cui una donna di 71 anni, Elisa Presta, muore nel corso di un intervento per la sostituzione di una valvola aortica. Perché il presidente, o chi per lui, pur essendo stato informato della morte di Elisa non ha agito nei tempi opportuni? In seguito alla vicenda, denunciata dal nostro giornale e poi ripresa dai media nazionali, il Procuratore capo di Potenza, Luigi Gay, ha chiesto l’arresto di tre medici, misura disposta dal Gip Amerigo Palma, ed eseguita il 24 ottobre scorso. Ai domiciliari sono finiti il primario della Cardiochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza, Nicola Marraudino, e altri due cardiochirurghi, Michele Cavone e G.M. indagati per omicidio colposo in concorso e il solo primario anche per falso in atto pubblico. Il verbale operatorio – secondo il gip – presenterebbe alcune anomalie con quanto in realtà accaduto quel giorno, stando anche al racconto di due compnenti dell’equipe operatoria già ascoltati dagli inquirenti. Risvolti giudiziari a parte, la vicenda ha avuto ripercussioni sull’intero management aziendale del San Carlo: il 21 ottobre scorso il direttore generale dell’azienda ospedaliera Giampiero Maruggi, ha dato le dimissioni, mentre il direttore amministrativo e quello sanitario hanno rimesso il loro mandato poche ore dopo gli arresti. Sul fronte giudiziario, accanto all’indagine principale per la morte della 71enne, sembra sia stato aperto un altro filone che riguarda presunte coperture e omissioni da parte di chi, pur conoscendo il caso, avrebbe dovuto denunciare e non lo ha fatto. 

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