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Donna morta al San Carlo, il primario resta ai domiciliari

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    L’interdizione dall’esercizio della professione medica è la misura decisa dal Tribunale del riesame di Potenza in luogo degli arresti domiciliari per G.M., il cardiochirurgo dell’Ospedale San Carlo di Potenza coinvolto nell’inchiesta sulla morte di una paziente, avvenuta il 28 maggio 2013, durante un intervento chirurgico per la sostituzione della valvola aortica. Libertà negata, invece, per il primario, Nicola Marraudino, che resta ai domiciliari. Confermato l’obbligo di firma per l’altro chirurgo, Michele Cavone, anche lui arrestato, come i suoi due colleghi, il 23 ottobre scorso, ma tornato in libertà dopo l’interrogatorio di garanzia. Agli arrestati era stato contestato il reato di omicidio colposo in concorso e al solo primario il falso in atto pubblico. E in una nota i legali di m.g. gli avvocati Savino Murro e Paolo Carbone, si sono detti soddisfatti per questo primo risultato e che solo dopo la lettura della motivazione si deciderà per un’eventuale impugnazione.

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