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Gli strani affitti che paga Arpab foto

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    Mentre i pesci muoiono ciclicamente nel Pertusillo l’Arpab è costretta a comprare con urgenza, a mezzo delibera, anche la carta per gli uffici. Pare che sempre per le vie brevi e lontano da qualsiasi obbligo 

    di pubblicazione, la Presidenza della Giunta regionale di Basilicata abbia attivato, prima della recente approvazione del bilancio pubblicata sul Bur, un canale diretto di finanziamento dell’Arpab per le spese fondamentali con scadenza il 30 settembre.

    Le vie del Signore in Basilicata sono sempre brevi. Chissà a cosa è servito il seminario del 21 settembre scorso, rivolto ai dipendenti Arpab e tenuto da due magistrati su trasparenza e contrasto alla corruzione. Una cosa è certa: il silenzio della magistratura contabile sulla situazione Arpab inizia a diventare pesante. Infatti oltre alla questione bilanci ci sarebbero le irregolarità da noi denunciate sull’affidamento dei servizi assicurativi e forse non ultima quella sui costosi affitti dell’agenzia. Fatto sta che a Ferragosto scorso il personale Arpab sarebbe stato richiamato al lavoro per effettuare acquisti e per magia le comunicazioni recepite dalla Regione Basilicata ricevevano il numero di protocollo solo a posteriori. Il 14 agosto scorso qualcuno della Regione avrebbero autorizzato l’Arpab ad affrontare per un arco di tempo limitato, le spese fondamentali, senza citare la linea di finanziamento regionale a copertura di questa autorizzazione.

    Affitti più importanti delle analisi. A Natale 2014, esattamente il 31 dicembre, si delibera tra un panettone ed un prosecco, sugli affitti che l’Arpab paga a due privati. Nella delibera 332, questione già affrontata da Basilicata24 mesi fa, (clicca qui per leggere l’articolo), il direttore dell’Arpab Aldo Schiassi sembra preoccuparsi più della revisione degli affitti che dei problemi che i laboratori d’analisi avrebbero affrontato da lì a poco. Infatti lo stesso Schiassi a fine annoavrebbe assunto un impegno contabile sul bilancio d’esercizio 2014 per pagare gli affitti in acconto nonostante mancasse l’approvazione del bilancio medesimo; in aggiunta non risulta pubblicata alcuna delibera di presa d’atto per la riduzione dei canoni suddetti, tantomeno quella del loro rinnovo, quindi i fitti dovrebbero essere rimasti inalterati a 40mila euro mensili circa. Risulterebbe altresì che la Fincast di Giovanni Castellano (indagato ed arrestato per reati ambientali e proprietario della sede materana dell’Arpab, quindi locatore) avrebbe dato incarico ad un suo legale per il recupero crediti dall’Arpab stessa. In tutta questa faccenda pare che l’Agenzia del Demanio sia stata interessata in ritardo in merito alla rivalutazione dei canoni d’affitto, per la quale necessitavano 60 giorni di tempo per il rilascio del parere agenziale che doveva comunque tener conto del periodo di tempo che Arpab aveva a disposizione per legge per comunicare l’eventuale recesso dell’affitto.

    Arpab occupa i suoli o i locali di Castellano? Sembrerebbe infatti dal testo della delibera che l’occupazione dei locali sia stata trattata come un’occupazione di suoli e non di unità immobiliare, dettaglio strano a meno che i proprietari non abbiano accettato queste condizioni che sarebbero comunque inusuali. L’occupazione sine titulo per i locali Arpab è atipica perché il sine titulo è per esempio usato dai sindaci per l’occupazione di suoli o strutture in caso di calamità, occupando quindi senza contratto in situazioni di estrema emergenza. Quindi per i locali dove Arpab è in affitto l’urgenza sembra sia stata creata, nonostante tutti gli immobili regionali sparsi. Ma l’emergenza continua tutt’ora infatti sono passati 18 mesi dalla scadenza dei contratti d’affitto e l’Arpab va avanti, forse, col tacito rinnovo. Dubbi doverosi perché l’unica delibera consultabile non è esaustiva. Quindi Arpab e locatori hanno un contratto irregolare dal punto di vista contabile per gli enti pubblici? L’Agenzia del Demanio ha segnalato alla Corte dei Conti queste anomalie? In Arpab, bilanci o contratti d’affitto che siano, l’importante sembra sia farli scadere. Tuttavia proprio il 7 luglio del 2014 con del. n.140, poco prima dell’arrivo di Schiassi, venne spostato ad altro ufficio il responsabile dell’U.O.- Patrimonio ed Approvvigionamenti, il geometra Donato Orlando. Perché lasciare scoperto un ufficio così importante prima dell’arrivo del nuovo direttore?

    La Corte dei Conti non interviene. Perche? Chiediamo alla Corte dei Conti lucana come sia possibile per un ente pubblico pagare canoni di locazione in acconto senza bilancio e senza un chiaro contratto d’affitto? I canoni sono stati rivalutati come previsto per legge o no? Dietro i canoni d’affitto c’è una reale esigenza funzionale o ci sono altri tipi di esigenze? Se i proprietari dei locali non accettassero il ribasso dei canoni, il risarcimento verso gli stessi a quanto ammonterebbe per le casse pubbliche? I magistrati che hanno aggiornato il personale Arpab con l’incontro del 21 settembre scorso sapevano dove sarebbero andati a ‘fare lezione’ ed in quale veste? E’ opportuno per i controllori andare nella casa del controllato alla luce di tutte queste mancate indagini e mancate condanne? A cosa sono serviti i frequenti soggiorni del direttore Schiassi presso la sede potentina della Corte dei Conti? Quanti altri affitti sono siglati tra enti regionali e privati? Occuparsi di rimborsi e ladri di galline va bene, ma in Basilicata i pesci grossi sembrano diventare sempre più obesi.

    Giorgio Santoriello

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