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La rivoluzione di Pittella si è esaurita nei giacimenti di petrolio lucani

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    Lettera aperta, ma non troppo. Rivoluzionari si nasce e forse qualcuno pensando alle proprie origini familiari ha cercato bene di sfruttarle La rivoluzione tanto acclamata, doveva cambiare radicalmente il sistema lucano, quindi, rendere più snelle quelle poltrone da sempre occupate con pesanti sederi del dolce far nulla. Una macchina da rivedere e da lustrare per poi renderla efficace per tutti. Invece, dalle nomine sub-regionali alle riqualificazioni territoriali, qui in terra di Lucania di tutto e di più, non si è mai mossa una virgola. Ma, allora, cosa è cambiato? Nulla, anzi, niente del niente più nero. Nero come gli scandali cronici dell’ultima ora, quindi, sostanzialmente è stata tutta una montatura, uno slogan? Forse, ma questo cambiamento dove è finito? Forse nei pozzi petroliferi? La rivoluzione pittelliana si è esaurita nei giacimenti di petrolio della Basilicata, con la sola differenza che il sig. Pittella potrebbe andare a casa tranquillamente, visto che quel grande consenso non esiste più. Invece, lascia a noi tutti un bel regalino pieno di nero, il colore preferito dal partito di maggioranza. Al contrario di quei Paesi che non hanno bisogno di legarsi alle lobby, le quali garantiscono una seriale metamorfosi dell’abbrutimento paesaggistico, questa terra lucana è piena di cervelli, di ragazzi che ancora sperano di risiedere lavorativamente nella propria regione. Arricchire quelle competenze, quegli incarichi, quelle idee, quella moralità con menti fresche capaci di vedere lontano e non solo ad un miglio di aria fresca anzi posticcia, visto che si gira in un loop da oltre 20 anni, aiuterebbe a sciogliere tante questioni che ancora costringono la regione all’immobilismo forzato. Ma la politica rivoluzionaria sia quella al potere che di opposizione non lascia scampo, soffoca le energie, strappandole ad ogni forma di miglioramento. Prendiamo atto che la politica della regione non si vuole rivoluzionare, per cui resta ben poco. Almeno il buon senso di sganciare codesta piaga dell’ambiente, bene primario assoluto, dagli intrighi di palazzo. Questo caro Presidente sarebbe veramente un gesto rivoluzionario. Antonio Morena

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