Vincenzo De Mare: una morte legata agli interessi mafiosi sull’ambiente lucano

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    Sono trascorsi 23 anni dalla morte di Vincenzo De Mare, l’autotrasportatore di Scanzano, che è stato ammazzato con due colpi di fucile mentre era a lavoro nel suo podere in località Terzo Cavone, a Scanzano Jonico, il 26 luglio del 1993. Alla luce dell’ultima inchiesta della Procura di Potenza sul petrolio in Basilicata, che ha sollevato il problema degli affari che girano intorno all’ambiente ed ha evidenziato quanto la nostra regione sia oggetto di attenzione da parte del malaffare, è particolarmente importante ricordare la morte di Vincenzo De Mare, una morte legata agli interessi mafiosi sull’ambiente lucano. Insieme ai familiari, siamo ancora alla ricerca della Verità sui motivi per cui Vincenzo De Mare è stato ucciso e su chi ne ha ordinato l’omicidio, pur consapevoli che mandanti e sicari girano ancora per le nostre strade. Anche quest’anno ricorderemo quanto accaduto insieme ai giovani che da tutta Italia parteciperanno ai campi di volontariato E!State Liberi di Scanzano prevedendo un’iniziativa pubblica nell’ultima settimana di agosto. Libera Basilicata

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