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L’acqua vale più del petrolio per vivere, domare il fuoco e prosperare

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Dopo l’ennesima sentenza del Tar Basilicata che annulla la delibera della Giunta regionale sull’eolico e tutti gli altri annullamenti precedenti, o abbiamo degli emeriti incompetenti alla Regione che non conoscono neanche le procedure che essi stessi scrivono e pertanto, vanno immediatamente rimossi, oppure c’è una strategia occulta per distruggere definitivamente la Basilicata, visto che qualcuno per giustificare la petrolizzazione pensa di tacitare i lucani con la “Zona franca energetica”. Allora, preghiamo tutti che non piova, perché solo così ci sarà un rinsavimento generale dei nostri amministratori e operatori della giustizia, finalmente capiranno che: ”Tre sono i potenti: acqua, fuoco e vento”. In tal modo sarà chiaro che l’acqua vale più del petrolio per vivere, domare il fuoco e prosperare. L’eolico selvaggio, senza piani antincendio, sarà miccia per estendere i fuochi in zone agricole. Tuttavia, tutti continuano a rifarsi al D.lgs 387/2003 e nessuno richiama il DM 219/2010 che, in quanto regolamento attuativo, detta tutta una serie di precauzioni e obblighi procedurali ignorati, tra i quali la necessità di apportare varianti urbanistiche nei Piani regolatori dei Comuni in aree agricole. Chi come me è nata e vissuta in campagna tra gli anni ‘60’ e ‘70’ non può dimenticare, quando a causa della siccità, non ci si poteva neanche lavare, perché prima dovevano bere gli animali. Su tutto questo occorre riflettere, il grande Napoleone non temeva nessun Generale tranne tre, tra cui il Generale Tempo, quindi, signori è ora di ripristinare la legalità sui beni comuni e non sbagliare più.

Porzia Fidanza

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