Appalti ad hoc e affidamenti diretti al Comune di Potenza

Strane procedure in un agosto torrido

L’affidamento diretto mediante procedura negoziata è consentito solo quando l’estrema urgenza non è compatibile con i tempi delle altre procedure.

Il Consiglio di Stato, con la sentenza 413/2016, lo ha ribadito con estrema chiarezza: l’affidamento diretto attraverso procedura negoziata va adottato solo nella misura strettamente necessaria, ovverosia quando l’estrema urgenza – risultante da eventi imprevedibili per le stazioni appaltanti – non è compatibile con i termini imposti dalle procedure aperte, ristrette o negoziate.

Il Consiglio di Stato afferma, inoltre, che il sistema di scelta del contraente a mezzo di procedura negoziata senza pubblicazione del bando (di cui all’art. 57, comma 2 del Codice appalti) rappresenta un’eccezione al principio generale della “pubblicità” e della “massima concorrenzialità” tipica della procedura aperta; pertanto i presupposti fissati dalla legge per la sua ammissibilità devono essere accertati con il massimo rigore e non sono suscettibili d’interpretazione estensiva.

Con tale premessa, sorge spontanea la domanda: dove sono le motivazioni di massima urgenza per cui il comune ha evitato il bando pubblico nell’ultimo appalto ACTA?

In questo torrido agosto, approfittando forse della distrazione degli elettori, il comune di Potenza insieme ad ACTA (azienda pubblica consegnata, come tutti sanno, dal sindaco De Luca alla lobby dell’On.le Speranza), con un colpo di mano degno della Banda Bassotti, stanno provando ad affidare con modalità straordinarie attività che hanno evidentemente carattere ordinario, e ciò, senza neanche preoccuparsi di fornire un valido motivo che li autorizzi a tale procedura.

Chiediamo: quali sono le ragioni per cui il sindaco De Luca, molto bravo a vantarsi della sua integrità morale (specie quando si tratta di giustificare il suo, sconclusionato, tradimento degli elettori e degli alleati), è diventato così distratto sulla “questione morale”, e autorizza un uso sempre più disinvolto del denaro pubblico, quanto e peggio della gestione Santarsiero?

Come mai i servizi di selezione e valorizzazione delle frazioni secche (provenienti da raccolta differenziata), uno degli appalti più importanti di questi mesi, sono stati spacchettati in due avvisi?

Sono stati creati ad hoc due appalti, uno “multimateriale leggero” ( imballaggi plastica e metallo) e l’altro “ imballaggi in vetro”, quando potevano essere messi in un unico bando, soluzione certamente più economica ed efficiente, se consideriamo la possibilità di utilizzare impianti che, con l’ausilio di idonei sistemi meccanici di pretrattamento e pulizia del materiale in alimentazione, consentono di selezionare i materiali riciclabili quali vetro, carta, plastica, metalli ferrosi e non ferrosi. Qual è l’obiettivo reale di questa strana procedura? 

A queste domande chiediamo esaustive risposte, e chiediamo al sindaco di evitare, come ha fatto finora, di trincerarsi dietro il suo solito arrogante silenzio da monarca in liquidazione.

Non è la prima volta che dobbiamo rimarcare un utilizzo degli affidamenti sotto soglia ad “amici e amici degli amici” presso l’ACTA, ma ora la faccenda si è fatta ancora più grave: ora infatti siamo arrivati a dover denunciare addirittura il raggiramento sfacciato delle procedure.

Se le motivazioni non dovessero essere incontrovertibilmente convincenti, siamo pronti a denunciare i responsabili alle autorità proposte, perché al comune di Potenza si vedano rispettati i principi di concorrenzialità, trasparenza e pari opportunità per i tutti gli operatori dei diversi servizi.

I potentini che si guadagnano da vivere onestamente si sono stancati dei privilegi dei soliti imprenditori vicini al Partito Democratico.

Antonio Vigilante, consigliere comunale Potenza