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Due pensionati vittime delle società finanziarie. Comportamenti illegittimi e tassi usurai

L'Adiconsum di Matera, ha promosso due iniziative dinanzi all'Arbitro Bancario Finanziario affinché vengano riconosciuti i diritti delle vittime di comportamenti illegali

Il credito riveste sempre più un ruolo centrale nella vita delle famiglie, ma per evitare di prendere decisioni sbagliate, sovraindebitarsi, e sottoscrivere contratti ad alto rischio o con un tassi di usura occorre avere una adeguata conoscenza dei prodotti finanziari.

Attraverso la nostra attività di informazione e consulenza sui rapporti banca-consumatori ci sono state prospettate – ha affermato Marina Festa, presidente dell’Adiconsum di Matera – due situazioni illegittime che hanno messo in risalto, in un primo caso, il comportamento socialmente irresponsabile di una società finanziaria che ha iscritto nella centrale rischi una persona meritevole, e, nel secondo caso, il tasso usuraio applicato a un finanziamento, garantito dalla cessione del quinto dello stipendio.

A fronte di tali inique situazioni l’Adiconsum di Matera, ha promosso due iniziative dinanzi all’Arbitro Bancario Finanziario affinché vengano riconosciuti i diritti delle vittime di tali comportamenti illegali.

Il primo caso riguarda un pensionato di Bernalda (MT), settantenne, che non ha potuto accedere ad un prestito perché segnalato erroneamente in CRIF da una precedente Società finanziaria cui aveva versato regolarmente, anzi con anticipo, le rate di finanziamento. Per tale illegittima comunicazione – ha commentato Marina Festa – il nostro associato si è trovato iscritto in  CRIF con il conseguente danno al patrimonio, all’onore e alla reputazione personale, dato che inserito fra “i cattivi pagatori” il soggetto è marchiato come un debitore insolvente e la cosa automaticamente rimbalzerà da operatore a operatore del sistema bancario.

Il secondo caso riguarda un pensionato di Matera, novantenne, che con la cessione del quinto dello stipendio ha ottenuto 13.829,93 euro ed ha dovuto restituire 32.000 euro con 120 rate mensili di 272,00 euro cadauna. Il tasso applicato è del 22,55 per cento mentre all’epoca della stipula del contratto di finanziamento il tasso soglia di usura era del 15,39 per cento.

In quest’ultimo caso – ha continuato Marina Festa  – abbiamo chiesto all’Arbitro Bancario Finanziario, ai sensi della legge n. 108/96, che ha posto un limite oltre al quale gli interessi sono considerati usurari, di applicare quanto previsto dall’art. 1815, comma 2, codice civile e di dichiarare la nullità della clausola del contratto di finanziamento che prevede la corresponsione di interessi pari al 22,55% e a disporre che la Società finanziaria restituisca al pensionato quanto ricevuto dal medesimo a titolo di interesse e di ogni altro onere connesso all’erogazione del credito, con esclusione soltanto delle somme percepite a titolo di rimborso del capitale mutuato.