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A Ferragosto, e non solo, siate gentili

Grazie, permesso, scusa. Tre parole che stanno scomparendo alla velocità della luce. In una società sempre più rozza, scorbutica, maleducata.

È inutile ringraziare, è da deboli chiedere permesso, è da codardi chiedere scusa. Quella dimensione della bellezza che è la gentilezza o, se volete, la garbatezza, l’educazione, è finita in soffitta da un bel pezzo. La gente è sempre più arrabbiata, indignata, avvezza al turpiloquio, agli insulti, all’impazienza insensata.

Appena esiti un secondo, dopo che il semaforo è verde, le tue orecchie devono sopportare la rabbia dei clacson. Vanno tutti di fretta. Capita anche che, se ti fermi col rosso, qualcuno sbuffa perché ti è mancato il coraggio di attraversare la strada “cogliendo l’attimo.”

In qualsiasi diverbio, anche il più banale, tutte le parti pretendono ragione. Mai qualcuno che ammette un torto e mai nessuno che accetta le scuse. In televisione i dibattiti (si fa per dire) sono un torneo di parolacce e di egocentrismo. Le parole sono come pietre lanciate a casaccio da una balestra.

È raro vedere persone che camminano mano nella mano, impossibile vederne camminare sottobraccio. Tutti come sbandati nel loro egoismo autistico. Con le mani occupate da una bottiglia di birra, anziché da un abbraccio.

E se le scuse sono roba vecchia, il perdono è stato sciolto nell’acido. Se il grazie è passato a buon vita, il gesto bello e doveroso di chiedere permesso si è trasformato in una sfida ai divieti di accesso. Il sorriso è stato sostituito da sguaiate e banali risate.

Bei tempi quando a scuola si insegnava l’educazione civica. Scomparsa anche quella. La bella vita vera esiste se la riempiamo di gentilezze, di educazione, di cortesie, di bellezza.

Essere gentili è conveniente, migliora e rafforza la convivenza, le relazioni e, statene certi, fa bene alla salute della mente, del cuore e del corpo. Rispondere con un sorriso ad un altro sorriso moltiplica le energie positive della vita. In fondo essere gentili non costa nulla. È vero, la gentilezza non è acqua. Per fortuna. Se lo fosse, di questi tempi, moriremmo tutti di sete.