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Incendi hanno colpito al cuore il turismo lucano

L'associazione Thalia su roghi area archeologia di Vaglio, Maratea e Metaponto

Quando gli incendi colpiscono il patrimonio archeologico-culturale (l’area di Rossano a Vaglio) e quello naturalistico (Maratea e Metapontino) il “colpo” è diretto al turismo che specie in Basilicata può contare, come offerta di qualità, particolarmente apprezzata da target di turisti italiani ed esteri, sulle bellezze ambientali e culturali. Fattori essenziali per l’identità turistica lucana.

Ad affermarlo è Piero Scutari, presidente del Centro Studi Turistici Thalia, facendosi interprete delle preoccupazioni espresse da operatori turistici in particolare di Maratea e della costa metapontina.

Registriamo prime iniziative dal mondo politico – l’on. Burtone che scrive al Ministro Franceschini per Rossano di Vaglio, Lacorazza che annuncia un’interrogazione per Maratea – alle quali, sono certo, faranno seguito azioni del Presidente Pittella, da sempre impegnato a valorizzare, promuovere e sviluppare il turismo in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue diversificazioni di offerta.

Gli incendi devono diventare pertanto l’occasione – continua – per rafforzare ogni utile intervento di tutela e salvaguardia dei nostri patrimoni culturale e naturalistico e di conseguenza ogni attività di prevenzione.

In questa delicata ma essenziale “mission” gli operatori turistici, le amministrazioni locali possono svolgere un ruolo importante affiancando le istituzioni preposte attraverso l’attivazione di progetti di volontariato che coinvolgano l’ associazionismo ambientale e culturale, le Pro Loco, circoli ed organismi che hanno a cuore il proprio territorio.

Pensiamo, ad esempio, a Guardie ed Operatori Volontari, una sorta di Ranger a difesa del territorio e dei suoi beni, adattando alle nostre esigenze esperienze già sperimentate con successo in altre parti del Paese e in Europa.

Queste figure professionali, motivate dalla passione per il proprio paese, comunque da formare, hanno dunque il compito di verificare che le leggi poste a tutela dell’ambiente e di tutti i suoi beni (non solo culturali) vengano rispettate, per questo motivo serve una formazione specifica ed accurata.

Tra i loro compiti promuovere processi di informazione ambientale ed aiutano gli organi competenti nella vigilanza territoriale. Hanno l’obbligo di informare l’autorità giudiziaria di ogni fatto di rilevanza penale che accertano.

La nostra – precisa Scutari – è un’idea su cui ragionare, arricchendola di contenuti, progettualità e proposte, che assume maggiore rilevanza in questa fase caratterizzata dall’impegno ad estendere il Patrimonio Unesco già riconosciuto in Basilicata che vede il neo assessore alle Attività Produttive Cifarelli tra i più convinti sostenitori tenuto conto del nesso strettissimo tra beni culturali-ambientali-turismo, sviluppo locale e nuova occupazione qualificata e duratura di cui abbiamo assoluto bisogno.

L’Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) – riferisce il presidente del CS Thalia – conferma che abbiamo una “miniera” che si chiama turismo che non riusciamo a sfruttare: nei siti Unesco il tasso di occupazione delle camere degli alberghi è nettamente maggiore, con poche eccezioni, in tutti i mesi, rispetto ai siti non riconosciuti dall’Unesco; il turismo naturalistico specie nei Parchi e nelle aree protette cresce ogni anno.

La comparazione dell’andamento delle vendite delle camere nei “siti Unesco” e in quelle nelle altre destinazioni conferma che questi ultimi riescono a destagionalizzare in maniera rilevante la domanda, con presenze proporzionalmente numerose anche in autunno e primavera.

E tra i fattori più interessanti, l’aumento dell’occupazione di laureati in beni culturali, nei settori della ricettività, della ristorazione e dei servizi ai turisti.