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Indice di sportività 2017: Potenza e Matera sempre peggio

Nota dell'Asi Basilicata: "Una situazione drammatica che sembra non interessare nessuno nemmeno gli addetti ai lavori"

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Ci aveva visto lungo Gregorio Esposito (presidente del comitato regionale ASI e consigliere CONI Basilicata) che già da alcuni anni denunciava l’inadeguatezza della govenance sportiva promossa dal CONI e dalla Regione Basilicata. A dargli ragione l’ultimo rapporto del Sole24Ore che, su 110 province italiane prese annualmente in esame dal Gruppo Clas, vede ancora una volta Matera e Potenza precipitare vertiginosamente verso gli ultimi posti, rispettivamente alla 80esima e 99esima posizione.

“Con le novità introdotte quest’anno sono aumentati gl’indici di sportività relativi alla classifica generale 2017 pubblicata lo scorso 14 agosto dal Sole24Ore. Tra queste rilevano quelli legati ai risultati delle Olimpiadi di Rio 2016, quelli relativi ai grandi eventi nazionali e internazionali, alla divisione fra calcio professionistico e dilettantistico, allo Sport paralimpico e a quello del Giro d’Italia.”

I risultati legati alle categorie sport di squadra, sport individuali, aspetti economico-sociali dello sport sul territorio e da ultimo anche lo sport al femminile fanno precipitare Matera e Potenza rispettivamente alla 80esima e alla 99esima posizione della classifica generale delle 110 province prese in esame.

Una situazione drammatica che sembra non interessare nessuno nemmeno gli addetti ai lavori. Infatti, confrontando i dati di oggi con quelli degli anni precedenti, ci accorgiamo che dal 2014 al 2017 Matera e Potenza hanno perso rispettivamente 15 e 24 posizioni. Nonostante ciò, e solo per fare un esempio, il CONI Basilicata guidato da Leopoldo Desiderio (presidente dal 2013 e oggi al suo secondo mandato) non è riuscito ad andare oltre la promozione di progetti come “Luoghi di Sport, Educamp, Un calcio al passato e l’annuale consegna delle benemerenze sportive”. Progetti che se da un lato sembrano offrire un segnale di attività sul territorio dall’altro non possono essere certamente elevati a modello di sportività da contrapporre a quelli offerti da altre regioni italiane che oggi vantano un posizionamento in classifica più dignitoso.

Una situazione gravissima la nostra che ci colloca lontani anni luce rispetto ai modelli vincenti delle province di Trento e Trieste poste ai primi posti della classifica. Vero è che, se dovessimo soffermarci sugli indicatori introdotti quest’anno, riscontreremmo anche qui dei coefficienti vicino allo zero e, in alcuni casi, addirittura uguali a zero. Basti pensare ai risultati (non risultati) delle Olimpiadi di Rio 2016 o al coefficiente relativo allo Sport al femminile. In considerazione di ciò, la provincia di Matera è addirittura scivolata alla 102esima posizione. Un fatto sconcertante per una Città che vanta oggi al suo attivo un riconoscimento importantissimo come quello di Capitale Europea della Cultura 2019. Sul punto, Potenza mantiene ancora qualche posizione ma si attesta ugualmente tra gli ultimi posti anche in questa categoria. Un trend negativo quello delle province lucane che peggiora di anno in anno ma, nonostante ciò, nessun intervento concreto è stato messo in campo per frenare questa tendenza. Ma quanti altri anni ancora vogliamo attendere prima d’intervenire seriamente e con una progettualità a medio e lungo termine?

 

 

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