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Il mini eolico in Basilicata: Una mutazione genetica

"Il vuoto amministrativo di questi anni ha di fatto determinato in Basilicata una mutazione genetica dello spirito originario alla base dell'utilizzo e diffusione del mini-eolico, con effetti spesso molto negativi per il territorio"

“Le recenti vicende amministrative relative alla regolamentazione degli  impianti di mini-eolico in Basilicata sono evidentemente  il  frutto del ritardo decennale e del vuoto normativo  che la regione Basilicata ha accumulato negli ultimi anni. La sentenza del TAR a fine luglio scorso di bocciatura della legge regionale e delle linee guida per gli impianti eolici di piccola taglia, così come le difficoltà a varare le nuove norme, sono solo una conseguenza delle gravi mancanze precedenti”.

E’ quanto sostiene Legambiente Basilicata secondo la quale, inoltre, il vuoto amministrativo di questi anni ha di fatto determinato in Basilicata una mutazione genetica dello spirito originario alla base dell’utilizzo e diffusione del mini-eolico, con effetti spesso molto negativi per il territorio.

“Il mini-eolico – sostiene Antonio Lanorte Presidente regionale di Legambiente – nasce infatti per esigenze di autoproduzione e autoconsumo ciò che giustifica i percorsi autorizzatori semplificati di cui gode ma, appunto, solo in relazione a quelle finalità di autoconsumo e non ad altre, come purtroppo è avvenuto in troppe aree del nostro territorio.

Secondo Legambiente l’autoproduzione da fonti rinnovabili (con i suoi molteplici protagonisti come i prosumer, ossia soggetti al contempo produttori e consumatori di energia elettrica) rappresenta una grande potenzialità per promuovere l’innovazione, creare lavoro, favorire gli investimenti e ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti. Per questo, ad esempio, si sta impegnando nel cancellare le barriere che attualmente impediscono al condominio, alle famiglie e alle imprese di utilizzare energia autoprodotta da fonti rinnovabili.

E’ evidente a questo punto la necessità di tentare di recuperare al più presto il tempo perduto mettendo in campo in maniera adeguata tutti gli strumenti normativi necessari (nuova legge regionale che modifichi opportunamente il PIEAR, linee guida per il corretto inserimento degli impianti agganciate alle previsioni del Piano Paesaggistico anch’asso da approvare rapidamente, con indicazione di aree idonee o meno, lotti minimi, distanze e aree di rispetto).

Il principio base però è regolamentare il settore degli impianti eolici con potenza tra 0 e 1000 watt per indirizzarlo nella prospettiva dell’autoproduzione profondamente integrata con il territorio, in modo da creare opportunità di innovazione che aiutino famiglie e imprese.