Il papa parla e Salvini raglia a sproposito

Che cosa c’entrano le parole del Papa con l’accoglienza e il mantenimento degli immigrati in Italia?

“Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita. La apolidia in cui talvolta vengono a trovarsi migranti e rifugiati può essere facilmente evitata attraverso una legislazione sulla cittadinanza conforme ai principi fondamentali del diritto internazionale”. Lo ha sottolineato il Papa nel Messaggio per la Giornata del Migrante 2018.

E in Italia la politica, che ha ricondotto le parole del pontefice al tema dello ius soli, si divide tra richieste di accelerazione al governo e critiche.

Ma ciò che lascia un senso di irritazione in tutte le persone normali è la reazione di un certo Matteo Salvini alle parole del papa: “Se lo vuole applicare nel suo Stato, il Vaticano, faccia pure. Ma da cattolico non penso che l’Italia possa accogliere e mantenere tutto il mondo. A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare”.

Questo signor Salvini, come il solito non ascolta, né probabilmente capisce. Egli preferisce strumentalizzare all’istante ogni parola, ogni circostanza, ogni accadimento su cui è possibile applicare il cartello “votatemi”.

Che cosa c’entrano le parole del Papa con l’accoglienza e il mantenimento degli immigrati in Italia? Il papa fa il papa e parla ai cattolici e al mondo intero. Non ha mai pronunciato le parole alle quali Salvini risponde.

Questo signor Salvini è l’esempio contemporaneo del nulla che gira intorno al vuoto mentre cade in una buca. E’ un piedistallo di cartone sul quale i media del banalismo hanno costruito una statua di cartapesta. Non sono cattolico, né musulmano. Sono un ateo che rispetta tutte le religioni, ma che fa fatica a sopportare l’ignoranza preconcetta di un nullafacente che gioca a fare lo statista.